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Voti alle pubbliche assistenze, Anpas Liguria: “Non confondere burocrazia e servizio ai cittadini”

"Regione immobile. E' da luglio 2015 che chiediamo confronto"

Liguria. Prosegue il dibattito su ruolo e requisiti delle pubbliche assistenze, dopo l’articolo di Genova24.it. Ad intervenire è Anpas Liguria, il Comitato Regionale dell’Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze.

“Non c’è allarme – ribadisce l’associazione – per la salute delle persone. I mezzi, le attrezzature e la qualificazione del personale non sono in discussione. I servizi di trasporto e soccorso sanitario proseguono secondo corrette modalità e nel rispetto dei protocolli operativi. Le attrezzature e gli apparati elettromedicali sono sottoposti ai dovuti controlli periodici mediante contratti che ANPAS Liguria stessa ha sottoscritto con aziende autorizzate e con gli stessi produttori”.

“Le problematiche che hanno causato un rinvio all’inserimento di alcune Pubbliche Assistenze nell’elenco dei soggetti autorizzati dalla Regione Liguria – invece – sono prevalentemente legate a questioni strutturali delle sedi. Molte sedi sono di proprietà pubblica, mancano o non sono disponibili documenti (per esempio certificati di abitabilità/agibilità) oppure è necessario provvedere l’adeguamento di alcuni spazi o impianti, non sempre di immediata realizzazione (per esempio sufficienti spazi adibiti a spogliatoio, la presenza di una ventola di aerazione, ecc.). Non siamo fuorilegge, ma stiamo completando con fatica e con risorse economiche reperite esclusivamente dalle associazioni, un percorso di adeguamento alle recenti normative emanate nel 2014”.

“Denunciamo l’inerzia con cui la Regione ha governato questo delicato processo. È dal mese di luglio 2015 – accusa il presidente Anpas Liguria Lorenzo Risso – che ANPAS Liguria chiede con insistenza all’Assessore Viale un confronto sul futuro assetto del sistema di soccorso e trasporto sanitario territoriale, senza ricevere alcuna risposta in merito. Non è con queste modalità che si costruisce correttamente la partecipazione del volontariato organizzato al servizio sanitario regionale né se ne valorizza l’insostituibile apporto per la tutela del diritto alla salute dei cittadini”.