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Valli dell’Antola, l’entroterra ligure più sorprendente nel volume MilanoMare

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Genova. Venti Comuni, due fiumi – lo Scrivia e il Trebbia che nascono a pochi metri di distanza ma poi seguono corsi diversi per confluire nel Po – l’Antola, storica “montagna dei genovesi” fulcro di antichi percorsi fra il Mar Ligure e la Pianura Padana, oggi valorizzato dalla presenza e dall’attività del Parco Naturale e nuovo “distretto del turismo sostenibile” fra natura e ruralità radicate nella grande cultura contadina e montana del passato raccontano l’orgogliosa identità delle Valli dell’Antola.

Al fascino profondo e straordinario degli itinerari che riscoprono vallate come queste è dedicato il volume “MilanoMare, viaggiare verso la Liguria attraverso il suo entroterra più sorprendente” di Lorenza Russo, edizioni Melangolo che sarà presentato giovedì 21 aprile a Milano (libreria internazionale Hoepli, alle 18) con la partecipazione del comprensorio Valli dell’Antola Liguria che racconterà il territorio con video, foto, materiali divulgativi e degustazioni dei suoi prodotti tipici: dalla mostardella ai formaggi, dalla patata quarantina allo sciroppo di Rose, dal miele ai canestrelli e ai dolci tradizionali, alla pasta artigianale e molto altro.

Lorenza Russo che da anni scrive di cultura alpina, escursionismo e montagna in libri, racconti, articoli e favole dopo aver dedicato molto lavoro alle Dolomiti e al Ponente Ligure, dedica con MilanoMare un omaggio brillante e curioso all’entroterra della Liguria, accompagnando il lettore –guidatore in alcune valli piene di fascino e finora poco conosciute.

“Le divagazioni appenniniche dell’autrice tra Lombardia e Liguria- scrive Lorenza Russo – sono state precedute da eterne letture dell’Atlante stradale, per inventare un nuovo percorso ottocentesco verso il mare. Ho imparato che un centimetro di strada della scala 1:200.000 può tradursi nella realtà in mezz’ora di guida su asfalto sconnesso, spesso senza parapetti e senza indicazioni. Quanti bivi senza cartelli. Quanti cartelli arrugginiti e quasi illeggibili. Ho attraversato e visitato decine di piccoli paesi e borgate. Alcuni abbandonati, altri vivi di gente. Mi sono fermata in bar, trattorie, su una panchina, vicino a una fontana, sul sagrato erboso di chiese campestri. Ho appoggiato la schiena ai muri caldi di sole. C’era un silenzio arcano e profondo”.

Alcuni di questi itinerari, i più vicini da raggiungere partendo da Milano, attraversano proprio le Valli dell’Antola dove “ogni stagione dell’anno – dicono al Comprensorio –riserva sorprese nelle: in primavera ed estate, per osservare i prati fioriti e imbiancati dai narcisi o godere la frescura in un bosco di faggi; in autunno per sentire il profumo dei funghi, ammirare i colori delle foglie o ascoltare i suoni della natura, come le battaglie dei daini e, nelle notti più limpide, l’ululato del lupo. In inverno, quando sulla neve le orme delle ciaspole possono fondersi con quelle degli animali selvatici, ritrovando poi la sera, accanto alla stufa accesa, il profumo di una fumante minestra di castagne”.

Oggi le Valli dell’Antola (www.valliantola.it) rivivono attorno a tante iniziative e strutture che stanno nascendo per soddisfare ogni tipo di richiesta: centri visita del Parco, rifugi escursionistici, attività outdoor, b&b ed agriturismi, castelli medievali, un osservatorio astronomico regionale. Tutto a un’ora da Milano, 30 minuti dal centro di Genova e poco di più dal suo mare.