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Tursi, domani consiglio straordinario: ennesimo giorno della verità per la giunta Doria

Si vota la modifica alla delibera Imu per salvare il buco da 8 milioni del bilancio. Doria: "O passa o ce ne andiamo"

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Genova. Domani per la giunta Doria è il giorno della verità. Il consiglio comunale è convocato alle 14.30 per esaminare e votare la proposta correttiva approvata ieri sera in tutta fretta dalla Giunta, per evitare il buco da 8 milioni di euro decretato martedì con 19 voti a 18 che che hanno sancito l’approvazione di due emendamenti che abbassano le aliquote Imu per le prime case di lusso (da 0,58% a 0,29%) e per le abitazioni a canone concordato (da 0,85% a 0.58%).

Il correttivo che domani dovrà trovare i voti i aula prevede per le case di lusso l’aliquota ridotta solo per i proprietari ultrasettantenni con isee inferiore o uguale a 20 mila euro e per le abitazioni affittate a canone concordato di un’aliquota dello 0,78%.

In questo modo Tursi pensa di ridurre il danno dai mancati introiti per 8 milioni di euro a meno due milioni. “La buona notizia – dice la consigliera comunale del Pd Cristina Lodi, che è anche presidente della commissione Welfare – è che la Giunta ha garantito che con queste modifiche non verranno tagliate le spese per il sociale e la scuola”. La seconda buona notizia è che la delibera dovrebbe passare, seppur con un numero di voti compreso tra 16 e 18 perché per domani si prevede una marea di astensioni. La giunta Doria non cadrà e il Comune di Genova non si ritroverà commissariato fino al 2017.

Ma le buone notizie per Doria, per la maggioranza e un po’ anche per tutti i genovesi, però finiscono qui.

“Domani verrà sancito ancora una volta il fallimento di questa amministrazione – tuona l’ex Idv Stefano Anzalone – che di fatto è già commissariato. E di fronte al fallimento politico dimostrato ancora una volta martedì stupisce che nessuno si sia presentato in aula per rimettere il mandato”. “I nodi irrisolti della giunta Doria – gli fa eco il capogruppo di Fds Antonio Bruno – A questo punto il centro sinistra potrà provare a vivacchiare, oppure le sue contraddizioni ci porteranno un anno di distruttivo commissariamento a meno che non accada il miracolo, vale a dire che Doria riprenda in mano i punti con cui è stato eletto nel 2012 e non ricrei intorno e sé un nuovo consenso coinvolgendo anche i consiglieri del m5s, ma è una prospettiva del tutto irrealizzabile a questo punto”.

Oggi il sindaco Doria, che si è presentato nella riunione dei capigruppo per spiegare la delibera di domani avrebbe detto: “O passa o ce andiamo tutti a casa”. La delibera passerà certo, ma molto difficilmente potrà contare su un numero superiore a 16 (8 voti del Pd, 6 di lista Doria, 1 Sel, 1 il sindaco stesso) forse 17 considerando anche il consigliere Malatesta. Si asterranno certamente i due consiglieri della Federazione della sinistra Bruno e Pastorino, si asterrà il capogruppo del gruppo misto Anzalone e gli altri ex Idv, si asterranno quasi certamente gli ex Pd di Percorso Comune e probabilmente gli Udc.

Insomma, Doria non cadrà ma per l’ennesima volta saranno in tanti, in fase di dichiarazioni di voto a chiedere l’ennesima verifica di maggioranza (che da 24 consiglieri nel 2012 oggi ne ha 17, ed è di fatto ‘minoranza’) e sopratutto un percorso chiaro in termini di numeri per la delicatissima approvazione del bilancio preventivo che arriverà in aula a metà maggio. E, se i numeri per il futuro non saranno garantiti “ognuno potrà anche andare per la sua strada” dicono in molti.