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Tempo vestizione negato: il giudice condanna il Gaslini

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Genova. L’11 aprile il giudice del Tribunale di Genova, sezione Lavoro, ha condannato l’Istituto Gaslini a risarcire con 5850 euro a cui aggiungere interessi e spese legali, il delegato Rsu Usb nella vertenza pilota per il così detto ”Tempo di vestizione” negato ai lavoratori. Lo rende noto il sindacato di base con una nota oggi.

“Il risultato – scrive il sindacato – non è definitivo poiché il giudice avrà ora 60 gg di tempo per depositare le motivazioni della sentenza ed i lavoratori decideranno come proseguire questo percorso che potenzialmente potrebbe aprire le porte a centinaia di vertenze. Tuttavia è stato sancito, per la prima volta nella sanità ligure, ciò che in questi anni in molte aule di tribunale ed in diverse sentenze di Cassazione è stato ribadito: il tempo di vestizione e svestizione è computabile nella nozione di orario di lavoro quando l’attività risulta eterodiretta dal datore di lavoro”.

Di qui la riflessione: “In Liguria la dirigenza P.A. in maniera molto arrogante, non ascolta più le istanze, a volte anche di semplice buonsenso, dei lavoratori optando spesso per accordi di comodo con sindacati complici. Quindi il lavoratore si trova costretto a ricorrere alla magistratura con sperpero di denaro pubblico – sottolinea la nota – Si è creato nel corso degli anni un meccanismo di assenza di ascolto da parte della dirigenza pubblica che poi affida a legali esterni alla PA ogni tipo di vertenza pur avendo ogni azienda un ufficio legale”.
Usb chiede quindi alla politica di intervenire “per porre freno a questa emorragia di denaro pubblico in avvocati con il solo fine di negare sacrosanti diritti ai lavoratori”.