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A rischio

Supermercato al posto del centro sportivo? Lo Champagnat aspetta risposte sul suo futuro

Bernini: "Per ora nessun progetto è stato presentato. Nei prossimi giorni incontro con la proprietà"

Champagnat

Genova. “Se fossero vere le voci su un’eventuale trasformazione dello Champagnat in centro commerciale, questo sarebbe davvero un delitto”. Lo ha detto il consigliere Francesco De Benedictis, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata. “Nella zona ci sono già 4 supermercati, quindi sarebbe assurda la chiusura di un centro sportivo fra i migliori in Europa, per non parlare di tutti i negozi che gravitano intorno a via Cavallotti, che si troverebbero ad essere strozzati dall’ennesimo centro commerciale – ha proseguito il consigliere – inoltre, perderebbero il posto di lavoro 21 professionisti, che attualmente servono un’utenza di quasi 6 mila persone (5 mila adulti e mille ragazzini)”.

Una faccenda difficile, a cui il vicesindaco Bernini ha detto di non poter dare una risposta ultimativa. “Al momento non esistono pratiche aperte presso gli uffici comunali, quindi nessun progetto, però è vero che un professionista si è rivolto al Comune per avere informazioni sulla destinazione urbanistica dell’area, che è complessa perché destinata a servizi – ha spiegato – Si tratta però di un’area privata di proprietà di una congregazione religiosa, che come molte altre in questo periodo, dichiara difficoltà e quindi propone la cessione”.

In questi casi gli strumenti del Comune sono limitati. “Possiamo utilizzare solo quelli di carattere urbanistico per indirizzare, soprattutto quando ci sono anche problemi occupazionali come in questo caso – ha proseguito Bernini – Non esiste nessun progetto presentato, ma nei prossimi giorni avremo un incontro con la proprietà per capire la veridicità di quanto apparso sugli organi di stampa. Per quanto riguarda tutte le proprietà religiose e l’eventuale modifica di destinazione d’uso, noi abbiamo chiesto un tavolo con la Curia per compensare i servizi che loro intendono eventualmente modificare”.

De Benedictis ha concluso ricordando ancora una volta i lavoratori a rischio, alcuni dei quali di età superiore ai 50 anni. Situazione che preoccupa molto anche Alessandro Morgante, presidente del Municipio Medio Levante.

“L’elemento che mi ha maggiormente preoccupato è la prospettiva di licenziamento dei dipendenti senza alcuna garanzia rispetto all’assunzione da parte del subentrante – ha scritto sul gruppo Facebook Gli Orfani dello Champagnat – Rivedendo il Puc approvato recentemente (con parere favorevole del Municipio) il sito è destinato ad attività sportive, mentre per impiantare un supermercato occorre un cambio di destinazione d’uso che ci vede contrari in una zona già densa di grandi distributori. Inoltre ho cercato di fissare un appuntamento con il responsabile della struttura con scarsi risultati al momento, ma non demordo: ritengo che anche se l’area è privata, sia doveroso riferire le proprie scelte alle istituzioni locali”.

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