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Sul Polcevera una nuova barriera per proteggere il mare dal petrolio, a Fegino sopralluogo del pm fotogallery

In mare tirati su 200 mq di petrolio misto ad acqua. Continua la corsa contro il tempo

Genova. Dopo lo sversamento di petrolio che questa mattina è arrivato fino in spiaggia, a Pegli e a Multedo un’ulteriore barriera protettiva profonda un metro e ottanta cm e alta mezzo metro sopra il pelo dell’acqua è stata posizionata alla foce del Polcevera, un centinaio di metri prima del canale di calma. A bordo del motoscafo della Capitaneria di Porto Charlie Papa 288 siamo andati a vedere la situazione dal mare nella zona della foce del torrente

Petrolio a pegli

“La quantità che effettivamente arrivata fino alla foce non è molta ma in parte è arrivata” ammette il capitano Giovanni Calvelli, portavoce della Capitaneria di porto che sta coordinando il posizionamento dei mezzi e delle barriere in mare. In tre giorni le barche al lavoro sulla foce del torrente hanno estratto circa 200 mq di petrolio misto ad acqua. Quello è è sfuggito finora alle barriere assorbenti è rappresentata “dalla parte più volatile del greggio, non quella densa che peraltro è la più facile da raccogliere perché questa parte più leggera non si attacca ai mezzi meccanici che vengono impiegati per la raccolta”. La parte finita sulla spiaggia, rispetto alla quale questa mattina sono stati fatti sopralluoghi da parte del dipartimento ambiente della polizia municipale e della guardia costiera, dovrà ora essere bonificata. E non solo quello: “L’emergenza non finisce sabato – dice Calvelli – le panne resteranno e poi dovrà cominciare la bonifica vera e propria.

Intanto questa mattina il sostituto procuratore Walter Cotugno ha effettuato ,che indaga per disastro ambientale colposo, ha effettuato un lungo sopralluogo sul luogo in cui e’ esploso il tubo dell’oleodotto della Iplom riversando nel torrente Polcevera circa 600 metri cubi di greggio. Il pm, con la squadra di polizia giudiziaria dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, ha controllato anche la prima parte della conduttura che da Multedo arriva a Fegino e nella sede della Iplom, compresi i depositi della societa’. I tecnici Arpal, sempre stamani, hanno effettuato le misurazioni con un laser

scanner lungo il fianco della collina. Le misurazioni serviranno per quantificare quanta terra e’ stata smossa e se la frana sia avvenuta prima dell’incidente o se sia stata causata dall’esplosione. Nel pomeriggio intanto la squadra di pg ha iniziato a sentire le prime persone informate dei fatti, tecnici e operai tra quelli presenti domenica sera. Al vaglio degli inquirenti la manutenzione della conduttura, la frana che potrebbe avere causato la rottura del tubo o anche l’errore umano. Dopo i primi rilievi, il pm potrebbe nominare un collegio peritale composto da un geologo e due ingegneri esperti in materiali e in impianti.