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10 indagati

Smartphone e tablet rubati al Gaslini: l’indagine partita dal furto ai danni di una bimba cieca

Denunciati 10 nomadi residenti in Sicilia e due genovesi impiegati in una ditta di pulizie. Fondamentale la collaborazione con la direzione del Gaslini

Genova. Tutto è cominciato oltre un anno fa e aveva colpito non solo la direzione del Gaslini, ma soprattutto i genovesi quando il Corriere mercantile aveva pubblicato un appello per ritrovare il tablet rubato a una bimba che stava diventando cieca con le foto scattate dalla mamma prima della malattia.

Oggi dopo una lunga indagine che ha visto la collaborazione della direzione del nosocomio pediatrico, gli autori sono stati scoperti. Si tratta di una banda appartenente a una comunità nomade, i Camminanti, che risiedono nel siracusano, e avevano un bimbo ricoverato in ospedale. I furti, come hanno scoperto gli agenti del commissariato Foce Sturla, avvenivano sempre in coincidenza di questi ricoveri: la maggior parte dei device sottratti venivano infatti poi riattivati ed utilizzati proprio a Noto, anche dai familiari dei soggetti in questione.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore di Genova Alberto Landolfi, è proseguita con il coinvolgimento della Squadra Investigativa del Commissariato di Noto che hanno recuperato i dispositivi rubati. Una ventina gli episodi contestati agli indagati, a cui si aggiungono altri due furti addebitati a due genovesi, dipendenti di un’impresa di pulizia che lavora all’interno all’ospedale, coinvolti anch’essi nell’inchiesta. Già restituiti ai legittimi proprietari alcuni dei cellulari rubati, mentre sono ancora in corso accertamenti che permetteranno, a breve, di restituire la refurtiva rinvenuta.