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Si fa dare 100 mila euro ma li spende per sé: promotore finanziario non sfugge alla condanna

GenovaPromotore finanziario di una nota banca, che in realtà non faceva gli investimenti promessi ma usava i soldi per le sue spese personali. L’uomo dopo aver ottenuto la fiducia dei clienti, anche attraverso dei buoni rendimenti iniziali, utilizzava infatti il denaro affidato per le sue spese. I fatti risalgono al 2009.

M.E.A., genovese 58enne, aveva studiato i minimi particolari: prima aveva fatto credere ai coniugi di avere dei nemici all’interno della banca, poi consegnava loro assegni, continuando a illuderli che c’erano buoni rendimenti, ma che, però, i titoli non dovevano essere incassati. Inoltre in caso di domande sugli investimenti avrebbero dovuto dire che erano prestiti personali e non soldi affidati per investimenti.

La fiducia nel consulente da parte dei coniugi era tale, che si erano prestati tale ‘gioco’ per diverso tempo e solo in occasione della necessità del denaro per un importante acquisto familiare, hanno poi saputo dallo stesso 58enne che i risparmi di una vita erano stati utilizzati per questioni personali. Nel frattempo, anche la banca, di cui faceva parte e che aveva ricevuto altre lamentele, lo allontanava dalla rete dei suoi rappresentanti segnalandolo alla Consob.

Nei giorni successivi alla condanna di 3 anni e 4 mesi di reclusione per appropriazione indebita continuata,per appropriazione indebita continuata, avvenuta il 18 gennaio 2016, il promotore si è reso reso irreperibile. Dopo accertamenti e pedinamenti condotti dalla Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo di Genova nei giorni scorsi è stato rintracciato nella delegazione genovese di Sampiedarena. Dopo le formalità di rito, è stato arrestato e portato in carcere a Marassi.