Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Referendum, Salvatore (M5S): “Toti e Pd: ecco il partito unico delle trivelle”

Liguria. “Cosa sta più a cuore al Presidente Toti? La salute dei cittadini? La tutela del territorio? Oppure, come temiamo, una facile quanto dannosa schermaglia politica con il Partito Democratico, per scaricare anticipatamente su altri le conseguenze devastanti che avrebbe sul paese l’eventuale fallimento del referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile? La Giunta Toti ha il dovere etico di finanziare subito una seria campagna referendaria in Liguria. Invece, anziché prendere in mano la situazione e risolverla per il bene dei cittadini, preferisce scaricare il barile prima sul Consiglio regionale (fingendo di ignorare la Pdl presentata dai consiglieri sul tema) e poi sul Partito Democratico, colpevole – questo sì – di sabotare il referendum in ogni modo, ad esempio ponendo il veto sulla PdL per finanziare la campagna referendaria, in perfetta linea con le direttive di Renzi”. Lo dice Alice Salvatore, portavoce del M5S in Regione.

“Ma che differenza c’è tra il Pd e Toti? I primi si schierano apertamente contro una battaglia per il benessere e la tutela del territorio; il Pupino lo fa in modo ambiguo e nascosto, mascherando il proprio immobilismo dietro buone intenzioni. Eppure basterebbe una delibera di Giunta e, nel giro di un pomeriggio, potrebbero essere sbloccati i – peraltro risibili – fondi per la campagna (25mila euro sono davvero pochi per l’intero territorio regionale!). Ma Toti evidentemente è più interessato a far ricadere le responsabilità su un avversario politico piuttosto che informare i cittadini e difendere i nostri mari e quindi la nostra salute”, prosegue.

Risultato? “Non ci sarà nessuna campagna referendaria da parte della Regione Liguria: i cittadini non saranno informati su un tema così importante. Ecco il vero volto del Partito Unico, sulla carta divisi, in realtà compattissimi nel tutelare gli interessi delle multinazionali del petrolio che all’estero investono sulle energie rinnovabili mentre in Italia inquinano le nostre coste”, conclude Salvatore.