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Raccolta differenziata, Doria: “Eliminare i bidoni come a San Francisco”. Ma la legge non lo consente

La legge consente una deroga, finora mai concessa, previo accordo tra Comune, Regione e Ministero. Il presidente di Amiu: "Sistema intelligente ma ad oggi non attuabile"

Genova. Una cantonata secondo alcuni quella presa dal sindaco Marco Doria che, rispondendo in commissione a una domanda ‘fuori-tema’ del consigliere del M5S Stefano De Pietro a proposito dell’ingresso di Iren come partner industriale di Amiu, ha parlato a lungo di raccolta differenziata ‘esaltando’ il modello San Francisco dove i molteplici bidoni per la differenziata sono sostituiti da una separazione a “valle” .

Doria ha visitato la città americana circa a febbraio è rimasto infatti affascinato dal modello di raccolta dei rifiuti basato non sulla differenziata ma sul riuso: i rifiuti infatti sono raccolti con la sola separazione del secco dall’umido e poi differenziati a valle tramite grandi impianti che separano (grazie anche a una parte di lavoro effettuata a mano) le varie materie che poi vengono destinate al riuso. “Il problema della raccolta differenziata e del riciclo sonotemi da trattare in consiglio comunale, ci sono degli obiettivi da raggiungere di raccolta differenziata e sul riuso della materia, credo che si debba puntare al massimo sul riuso. Mi rendo conto che l’operazione ridurrebbe alcuni posti di lavoro creandone altri: riduce i posti di lavoro di chi va in giro a raccogliere la carta, il vetro o la plastica, perché le materie vengono separate nell’impianto di trattamento finale dove ci sono più posti di lavoro. Vorrei che questa soluzione tecnica venisse valutata. Con il riuso i costi per i cittadini sarebbero ridotti”.

Peccato che questo, come ha sottolineato meno di un mese fa il presidente di Amiu Marco Castagna, non sia permesso dalla leggere italiana che impone livelli determinati di raccolta differenziata e non di riuso della materie. Castagna però ‘difende’ il sindaco e spiega: “Credo che il sindaco si riferisse a un dibattito più generale nell’ambito delle città metropolitane che a differenza dei piccoli Comuni hanno oggettive difficoltà a raggiungere i limiti fissati per legge. Legge che in realtà permette delle deroghe, ma per otterle serve l’accordo tra Comune e Regione e il successivo via libera del ministero. Cosa che finora non è mai accaduto”.

Il modello di per sé avrebbe per il presidente di Amiu il suo senso: “Sarebbe un sistema intelligente perché lo rende più un processo industriale che non un problema del cittadino, ma per arrivare a questo occorre innescare una discussione a livello nazionale. Al momento resta impossibile da attuare. Per questo il piano sulla raccolta differenziata che ha elaborato il Conai si basa su tutt’altri presupposti”.

Intanto della domanda clou posta del M5S al sindaco al termine della commissione: “Non è che si vuol eliminare tutta la differenziata per far bruciare i rifiuti nell’impianto di Iren a Torino?” resta sono un’eco a cui non viene data risposta.