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Piazza Dante, tutti contro il mega park: giovedì in consiglio un documento unitario

Ma il vicesindaco Bernini precisa: "Consiglio è sovrano ma iter è concluso e il rischio e quello di pagare milioni di euro di danni"

Genova. Inutile, dannoso per i lavori che comporterà in centro città ma anche per i motociclisti che alla fine si ritroveranno a pagare per un parcheggio che oggi offre quasi 400 posti gratuiti. Non solo: il park è a rischio idrogeologico per la presenza del rio Torbido e a rischio rallentamenti nella sua realizzazione anche per la presenza di reperti archeologici.

Insomma, i commissari di Tursi oggi si sono tutti espressi contro la realizzazione del nuovo parcheggio di piazza Dante il cui iter autorizzativi, come ha spiegato però il vicesindaco Stefano Bernini, è giunto al termine in tempi ben precedenti a questo ciclo amministrativo e il rischio per Tursi, se bloccasse la realizzazione del parcheggio, è di vedersi fare causa per svariati milioni di euro da parte della cordate formata dalla palermitana Final e dal colosso Apcoa.

Nonostante questo i consiglieri di tutti i gruppi presenti alla commissione territorio sembrano decisi ad andare avanti e in conferenza capigruppo prima del consiglio comunale di giovedì dovrebbe essere elaborato un primo documento con l’intenzione di stoppare l’opera.

Il progetto
Il progetto arriva dal lontano 2005 ma è arrivato a ricevere l’autorizzazione da Tursi e dalla conferenza dei servizi nel 2010 sotto la Giunta Vincenzi. Prevede la realizzazione di un park interrato di 5 piani, di cui uno destinato alle moto (quasi 500 posti) e quattro per le auto (372 posti in totale), con un paio di piani a rotazione e gli altri destinati a diventare box. Sopra una riqualificazione dell’attuale piazza Dante con palme e panchine. In origine doveva esserci una fontana, ma il progetto è stato poi modificato (compreso l’ingresso al parcheggio che inizialmente doveva essere in via delle Casaccie) per superare il ricorso al Tar di alcuni residenti. Proprio per questo la conferenza dei servizi si è dovuta riaprire. Ora per la deliberazione finale gli uffici di Tursi stanno attendendo il parere della Regione Liguria (che nel 2011 ha modificato il “Regolamento recante disposizioni in materia di tutela delle aree di pertinenza dei corsi d’acqua” rispetto al rio Torbido, giudicato nel 2010 dagli stessi uffici di Tursi e dall’allora Provincia come “rivo non significativo”.

I reperti archeologici

Non solo. Appare certo, dicono in pratica tutti i consiglieri che sotto piazza Dante ci sia una necropoli. “L’assessore alla Mobilità Anna Maria Dagnino dovrebbe saperlo – dice il consigliere Stefano Balleari – visto che ha svolto la sua tesi di laurea proprio su questo”. Bernini aveva spiegato che l’unica prescrizione in proposito posta dalla Sovrintendenza della Belle Arti era che in caso di ritrovamenti archeologici i lavori dovranno essere seguiti passo passo dalle Belle arti stesse. Il che però significa tradotto che i tempi saranno dilatati con disagi per tutta la città

La posizione della Giunta
Di fronte alle molteplici domande dei consiglieri e alle richieste di valutare uno stop dell’operazione il vicesindaco è stato chiaro: “Il rischio è quello di andare incontro a una richiesta di danno – ha detto – e come Giunta non me la sento di fare una scelta del genere. Il consiglio comunale comunque con la proposta di un solo consiglieri e con il voto di 21 può modificare quella convenzione assumendosene la responsabilità. Bernini ha ricordato quanto accadde con l’Acquasola e con il progetto di Corso Sardegna: “Con l’Acquasola alla fine di tutto quello che è successo abbiamo trovato un accordo con l’operatore per 2 milioni di euro che non abbiamo neppure dovuto pagare perché scalammo 2 milioni di crediti con lo stesso operatore. In corso Sardegna non è andata così: non erano nemmeno iniziati i lavori e abbiamo dovuto pagare 2 milioni e mezzo di danni per il Comune”. Come dire: il Comune di Genova è disposto a rischiare?

Un accordo ‘bonario’ o il trasferimento dei diritti per un parcheggio in altra area?
E’ quanto ha proposto il consigliere Antonio Bruno della Federazione della sinistra. E il consigliere Malatesta, a margine del consiglio suggerisce: “Perché non trasferire il parcheggio da piazza Dante ai giardini di plastica? Si potrebbe realizzare una struttura leggera e collocare i giardini in posizione sopraelevata rispetto al parcheggio”. Contrari al parcheggio e pronti alla ‘delibera di revoca’ i consiglieri del M5S, ma anche Pandolfo del Pd e il centro destra. In ogni caso, il primo documento che dovrebbe uscire dalla conferenza capigruppo sarà di stimolo al sindaco Marco Doria a verificare la fattibilità e i rischi di una soluzione alternativa. Se la posizione della Giunta verrà invece confermata, alla sarà il consiglio ad assumersi la responsabilità e il rischio contabile di dire no.