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Petrolio nel Polcevera, le tre piste della Procura fotogallery video

Intanto è stato rafforzato l'intervento di bonifica

Genova. Sono tre le cause che, secondo gli investigatori, potrebbero aver originato la fuoriuscita di petrolio a Fegino nella serata di domenica scorsa: una piccola frana, le condizioni della condotta e le manovre eseguite dai tecnici durante il pompaggio del greggio nell’oleodotto dal porto di Genova alla raffineria Iplom.

Coordinata dal sostituto procuratore Walter Cotugno, che indaga per disastro ambientale colposo, la polizia giudiziaria prende al momento in considerazione lo stato dell’impianto, un fattore esterno come una frana, o un errore umano. Non viene escluso che una valvola chiusa al momento sbagliato possa avere provocato problemi di pressione durante il trasferimento di greggio, provocando l’esplosione della tubatura.

Le indagini proseguono speditamente per “fotografare” lo stato dei luoghi prima della probabile perturbazione prevista per domenica, che potrebbe mutarli. Dopo i rilievi, che potrebbero finire questa settimana, si potrà procedere al dissequestro dell’area.

Intanto proseguono le operazioni di bonifica e le misure sono state rafforzate: panne oceaniche alte 1 metro e 80 e più battelli in mare, alla foce del Polcevera; un numero di autospurghi e uomini che quasi raddoppia, passando rispettivamente da 14 ad oltre 20 e da 50 ad oltre 100.

Il nuovo piano di bonifica si è reso necessario anche a fronte delle previsioni meteo, perché per il fine settimana è previsto il ritorno su Genova di maltempo e piogge: il grande nemico infatti ora è l’acqua, che potrebbe trascinare in mare i 500 metri cubi di greggio che impregnano i greti dei torrenti Fegino e Polcevera. Per questo si cerca di rimuovere il 90% del greggio entro venerdì.