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Petrolio nel Polcevera: la Regione invia medici e psicologi a Fegino e Borzoli fotogallery

Gli abitanti manifestano bruciori alla gola, agli occhi, nausea e mal di testa

Genova. La Regione invierà a Fegino e Borzoli un ambulatorio mobile della Asl 3 per dare sostegno con medici e psicologi alla popolazione alle prese con l’emergenza del petrolio uscito dalla Iplom. Lo ha assicurato l’assessore alla Sanità e vicepresidente della Regione Sonia Viale durante una pausa del consiglio regionale, quando, insieme all’assessore Giampedrone, ai capigruppo e numerosi consiglieri regionali, ha incontrato i rappresentanti del Comitato spontaneo di Fegino-Borzoli.

“I monitoraggi continui da parte dei tecnici di Arpal e del dipartimento di prevenzione della struttura complessa igiene e sanità pubblica alla Asl 3 genovese escludono parametri di emergenza di tipo sanitario in Valpolcevera. Tuttavia, per rassicurare la popolazione della zona, legittimamente in uno stato di apprensione per odori e miasmi, abbiamo ritenuto utile predisporre, attraverso la Asl 3 genovese, la presenza di un centro informazioni mobile a Fegino, attivo da domani fino a domenica: personale medico sarà pronto a rispondere ai quesiti di carattere sanitario da parte dei cittadini e a consigliare eventuali misure di prevenzione”, ha detto Viale.

Il pulmino della Asl 3 sarà presente nei giardini Silvio Montecucco. Un medico e un assistente sanitario del Dipartimento Prevenzione Asl 3 genovese saranno a disposizione della cittadinanza – dalle ore 9 alle 13 e dalle 14 alle ore 18 – per fornire informazioni di natura sanitaria inerenti allo sversamento di idrocarburi nel rio Fegino-torrente Polcevera.

I delegati hanno infatti denunciato che decine di persone che abitano in prossimità del torrente Fegino da quando è successo l’incidente, in seguito alle esalazioni del petrolio che si è riversato anche nel torrente Fegino e quindi nel Polcevera, manifestano profondi malesseri: bruciori alla gola, agli occhi, nausea e mal di testa. “Un bambino con problemi respiratori – hanno riferito – è stato condotto al pronto soccorso”.

Gli abitanti hanno manifestato perplessità rispetto agli esiti degli accertamenti di Arpal, che non ha rilevato concentrazioni superiori ai limiti di legge, e hanno chiesto che non ripartano ancora le attività di pompaggio da parte di Iplom, che sia rimosso rapidamente lo strato di petrolio che ha ricoperto il torrente per restituire il quartiere alla normalità. Sono stati ricordati i pesanti disagi, inoltre, che da tempo vive il quartiere di Borzoli dove ogni giorno passano 400 camion pesanti: alcuni sono diretti alla discarica di Scarpino, altri portano le terre di scavo del Terzo valico o i container diretti in porto.

I rappresentanti dei comitati hanno lamentato l’assenza di un sistema di allarme da parte della Iplom che avverta tempestivamente la popolazione in caso di guasti, e di un piano di evacuazione. Alcuni rappresentanti del comitato non hanno escluso future iniziative di protesta.

Il presidente del Municipio Val Polcevera Iole Murruni, che era accompagnata dal consigliere Federico Romeo, ha chiesto “che dopo la messa in sicurezza si proceda con interventi strutturali” per scongiurare nuovi incidenti e che si effettui un “attento monitoraggio sugli interventi effettuati e sulla qualità ambientale”.