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Parcheggi a pagamento a Recco, Senarega: “Secco no alla scelta del raddoppio”

Recco. Ieri sera nel corso del consiglio comunale di Recco si è discusso delle nuove aree di parcheggio a pagamento che stanno da tempo sollevando un polverone di polemiche. Il consigliere della Lega Nord Franco Senarega ha ribadito il suo secco no alla scelta di raddoppiare i posteggi a pagamento.

“In occasione della seduta consiliare – racconta – ho votato a favore con la maggioranza la modifica del regolamento COSAP per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche e la pratica sulla nomina del Revisore dei Conti, ma ho ribadito la mia contrarietà in merito all’ampliamento delle aree di parcheggio a pagamento, decisione che sta creando malcontento anche tra i cittadini”.

La Mozione presentata dai gruppi di opposizione che chiedevano la riduzione del 20 per cento degli attuali 265 stalli a pagamento è stata bocciata. Anche il consigliere Senarega aveva portato in aula una Mozione che verrà inserita all’Ordine del giorno della successiva seduta consiliare.

Nell’iniziativa del consigliere leghista emerge chiaramente la contrarietà all’ampliamento delle aree di parcheggio a pagamento, innanzitutto perché il numero di stalli nelle aree blu che già esistevano non erano praticamente mai occupati al 100% e secondariamente perché la collocazione è sbagliata in quanto in prossimità delle scuole e sulle stesse aree del mercato settimanale.

“Il numero precedente di stalli a pagamento ricordo inoltre, risultava conforme alle esigenze dell’utenza, senza contare come il numero di cittadini che si rivolgono alla sosta a pagamento non aumenti proporzionalmente all’ampliamento delle aree a pagamento. Pensiamo anche a come la maggior parte dei nuovi parcheggi con linea blu insista sull’area del mercato settimanale, riducendo sensibilmente il ritorno economico nella giornata di potenziale maggior utilizzo degli stessi. Ecco perché, a mio giudizio, questo nuovo assetto ha trovato un forte dissenso tra i cittadini residenti così come tra gli operatori commerciali. A fronte di tutto questo chiedo quindi al consiglio di modificare l’Ordinanza in questione, in modo da riproporre la situazione precedente”.