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Nel Pd scoppia il caso-Miroglio. E sulla corsa a Tursi la direzione avalla la segreteria: “Prima il giudizio sulla giunta Doria”

Dopo le dimissioni la direzione unanime gli chiede di tornare. Sulle candidature prevale (ufficialmente) la linea attendista

Genova. Il casus belli è stato l’incontro organizzato a febbraio dai circoli dell’Industria a Cornigliano sull’Ilva. Nell’occasione Mario Margini è stato presentato come responsabile Forum Lavoro del Pd (che esisteva nella vecchia segreteria Giovanni Lunardon ma non in quella attuale) mentre Renzo Miroglio, responsabile Lavoro nella segreteria di Alessandro Terrile, non solo non era sui manifesti che pubblicizzavano l’iniziativa, ma non è stato neppure invitato. Così l’ex segretario della Cgil offeso ha deciso di dimettersi.

“I vecchi caminetti contro il nuovo corso renziano” hanno tuonato questi ultimi in una riunione di corrente che ha preceduto di 24 ore la direzione del partito. “Una lite tra anziani” prova a ironizzare qualcun altro anche per sdrammatizzare una situazione che, se ce ne fosse bisogno, non fa che confermare che basta poco al Pd per riaprire ferite mai rimarginate.

E se nella direzione provinciale di ieri sera hanno prevalso i toni pacati, nei corridoi i malumori continuano a serpeggiare soprattutto in vista delle prossime amministrative rispetto alle quali è stata confermata la linea della segreteria: quella di concentrarsi nel dare un giudizio sull’amministrazione Doria prima di nuovi balzi in avanti rispetto alle candidature e insieme la conferma che le primarie restano il metodo del Pd a meno che non esista una convergenza su un’unica candidatura. Bastone e carota insomma alla componente più scalpitante del partito in attesa delle amministrative di giugno dove si vedrà quando ‘vale’ il partito di Renzi al di là delle coalizioni che si possono costruire.

Rispetto al caso Miroglio, renziano ma voluto in segreteria proprio da Terrile, si racconta che Margini ieri sera nel suo intervento abbia di fatto dato la colpa al segretario che era stato “incaricato” di invitare Miroglio all’iniziativa sull’Ilva. Terrile si è ovviamente scusato della ‘gaffe’ e tutta la direzione ha chiesto formalmente a Miroglio di rivedere la sua decisione e tornare in segreteria. Non è detto però che l’ex numero uno della Cgil accetti di tornare, ma quanto pare potrebbe continuare a fornire un contributo al partito rispetto alle tematiche del mondo del lavoro.