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Caso latte

L’offerta choc di Parmalat ai produttori genovesi: 25 centesimi al litro. Piazza: “Potenziamo filiera corta”

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Genova. Un’offerta che copre poco più della metà dei costi di produzione: 25 centesimi al litro. E’ questa la cifra che Parmalat-Lactalis ha offerto agli allevatori della Valpolcevera per continuare a comprare il loro latte.

“Un’offerta che sembra fatta apposta per non poter essere accettata” ha detto in aula l’assessore allo Sviluppo economico Emanuele Piazza dopo che in aula sono intervenuti quasi tutti i consiglieri comunali per chiedere che turai faccia il possibile per salvare la produzione. E se una soluzione tampone sembra essere stata trovata grazie a un caseificio di Torino, la preoccupazione resta alta.

La disdetta di Parmalat, per quanto riguarda il territorio genovese vale circa 60 quintali di latte al giorno, in Lombardia i numeri sono decisamente più alti, 2200 quintali al giorno). “Ora dobbiamo lavorare tutti per valorizzare la filiera corta – ha spiegato Piazza – a partire dalla necessità di realizzare un impianto di pastorizzazione per offrire un prodotto più facilmente commerciabile”.

Per realizzare l’impianto “dovrebbe essere possibile utilizzare i fondi di sviluppo rurale e per questo dobbiamo affrontare la questione insieme alla Regione che ha convocato un incontro con le categorie per giovedì e abbiamo chiesto di poter partecipare”. Intanto sul lato ‘distribuzione’, giunta comunale e municipi sono già al lavoro per far crescere la rete dei distributori: dai mercati comunali ai municipi: “Con il latte pastorizzato – ha spiegato Piazza – potremmo riuscire anche a creare una partnership con la distribuzione per vendere il latte in qualche supermercato. Visto la quantità abbastanza modesta non dovrebbe essere difficile riuscire a smerciarlo”.

Domani intanto alle 11.45 una commissione sulla questione latte si svolgerà nella sede del municipio Valpolcevera a cui parteciperà anche l’assessore Piazza.

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