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In piazzale kennedy

Genova, la Cgil raccogli le firme per la Carta dei diritti universali del lavoro

Gazebo della Cgil

Genova. Oggi parte in tutta Italia la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla Carta dei diritti universali. A Genova l’appuntamento è fissato davanti all’ingresso della Fiera in piazzale Kennedy dove per tutta la giornata un gazebo rosso accoglierà quanti vorranno firmare per estendere i diritti del lavoro a chi ancora non li ha. A raccogliere le firme dei genovesi anche Gianna Fracassi, segretaria Cgil Nazionale.

Dopo le 700 assemblee sui luoghi di lavoro che hanno coinvolto oltre 24 mila iscritti (che al 95 per cento hanno espresso parere favorevole), la Carta esce dal perimetro Cgil e raggiunge cittadine e cittadini. “Non c’è alcun dubbio che oltre ad un mutamento organizzativo e tecnologico il lavoro sia stato cambiato da quasi venti anni di normative che hanno contribuito alla sua precarizzazione e destrutturazione. I governi che si sono succeduti hanno favorito queste tendenze e i riflessi di queste politiche si sono sentiti sia a livello economico, sia culturale”, si legge in una nota.

“La stessa volontà di non riconoscere il sindacato confederale come interlocutore in materie di sua competenza – continua la Camera del Lavoro – ad esempio sulle recenti leggi sul mercato del lavoro, cambia i connotati democratici delle società in cui siamo vissuti sino ad oggi. Per questo la Cgil propone una Carta, fatta di principi di rango Costituzionale, che riscriva un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori allargando i diritti a tutti quanti ne sono ancora esclusi. Proprio perché il lavoro è cambiato, ed i lavoratori sono stati vittime di questo cambiamento, c’è bisogno di ricomporre un sistema di norme che garantiscano a tutti (subordinati, autonomi, pubblici, privati) diritti universali e dignità”, termina la nota.

Insieme alla Carta sono proposti anche tre requisiti referendari su le norme che limitano le sanzioni e il reintegro in caso di licenziamento illegittimo; le norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti; il lavoro accessorio (voucher ).

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