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Fincantieri Riva Trigoso, Tosi (M5S): “Azienda in salute, ma i lavoratori restano a casa”

Riva Trigoso. “Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile e pericoloso: in un’azienda in cui non mancano certo le commesse, la dirigenza appalta il lavoro a ditte esterne, mettendo i propri dipendenti in cassa integrazione, con tanto di beffa in busta paga”. Così Fabio Tosi, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria, commenta lo sciopero dei lavoratori di Fincantieri di Riva Trigoso per il mancato anticipo delle quote spettanti all’Inps ai lavoratori posti in Cigo.

“Il mancato anticipo di cassa da parte dell’azienda – prosegue Tosi – rappresenta un caso più unico che raro in una realtà, come Fincantieri, ben lontana da venti di crisi o procedure fallimentari”.

“Anzi – ricorda Tosi – La legge navale prevede lo stanziamento di 5,4 miliardi di euro per il rinnovamento della flotta della Marina militare italiana. Secondo alcune stime, da qui al 2018 è previsto un aumento di 3.000 dipendenti (diretti e indiretti), 1 milione e 500mila ore lavorative a regime e un pieno impiego del Cantiere Navale Militare Integrato, con una ricaduta su tutto l’indotto che si faranno sentire sino al 2025 e oltre. Eppure non si trovano i soldi per i dipendenti, siano essi operai, impiegati o capi, su cui vengono caricate responsabilità che spetterebbero ai dirigenti”.

Alla base del mancato anticipo, secondo l’azienda, ci sarebbe un presunto mancato accordo. “Un’assoluta ipocrisia – dichiara Tosi – Se questa è la loro giustificazione, ci troviamo di fronte a un atto di rappresaglia politica bello e buono. Un atteggiamento inconcepibile da parte dei vertici di un’azienda il cui azionista di maggioranza, alla fine della filiera, è il governo, il quale nomina direttamente i dirigenti”.

“L’azienda torni ad investire sui lavoratori di Fincantieri – conclude Tosi – e ad assumere con veri contratti a tempo indeterminato e non con le nuove formule del Jobs Act che non garantiscono alcuna certezza di reddito. E lo faccia in tempi brevi, prima dell’entrata in vigore della Legge Navale, attesa per fine primavera. Il tempo è scaduto. Le passerelle politiche le lasciamo volentieri ad altri. A noi interessa che Fincantieri torni a creare vera occupazione e un futuro per il territorio”.