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Duplice omicidio a Pegli, il killer ammette: “L’arma era mia”. Domani a Pra’ i funerali delle vittime fotogallery

Maio ribadisce: "Sono stato aggredito" e fa i nomi delle due donne che erano con lui. Attese almeno mille persone ai funerali

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Genova. E’ stato interrogato per circa 2 ore dal gip Paola Faggioni Salvatore Maio, l’uomo di 64 anni, pregiudicato, che lunedì sera ha freddato con una beretta semiautomatica Adriano e Walter Lamberti fuori dal bar Il Risveglio di Pegli. Maio, difeso dall’avvocato Massimo Pattoneri, ha ribadito di essere stato aggredito e di essersi difeso dalle vittime, ma ha cambiato versione circa la proprietà dell’arma del duplice omicidio: “Era mia l’avevo ereditata” avrebbe detto al gip, mentre nel primo interrogatorio aveva detto alla polizia e al pm Patrizia Ciccarese, che l’arma l’aveva sottratta ai Lamberti. Il 64 enne ha anche dato alla polizia i nomi delle due donne che quella sera di trovavano con lui: “Erano due amiche” ha spiegato.

Maio, che trent’anni fa si era reso responsabile di un delitto simile, resta in carcere. Domani mattina intanto a Pra’, nella chiesa di San Rocco a Pra’, si terranno i funerali delle vittime. La comunità sinti si sta mobilitando e per le esequie di domani si attendono un migliaio di persone. Le bare infatti arriveranno in piazza Sciesa e da lì saranno portate a mano fino in chiesa. A celebrare il rito funebre un parroco che arriverà dal basso Piemonte.