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Doria si salva grazie all’astensione, approvata nuova delibera su Imu

Genova. Si salva grazie agli astenuti, spaventati dallo spettro del commissariamento, la giunta Doria. La nuova delibera sulle aliquote Imu passa grazie all’astensione di 6 consiglieri. I voti a favore sono 17, 15 i contrari, 6 gli astenuti, 2 i presenti non votanti.

Assente solo Mario Baroni. Favorevoli Pd, Lista Doria, Possibile e Sel. Contrari Lega Nord, M5S, FdS, Forza Italia, FdI-An,
Ncd, Lista Musso e Paolo Gozzi (Percorso Comune). Astenuti l’Udc, Progresso Ligure, il consigliere Guido Grillo, i consiglieri del Gruppo Misto Francesco De Benedictis e Salvatore Mazzei. Presenti non votanti Giovanni Vassallo e Salvatore Caratozzolo (Percorso Comune). Questa votazione aveva assunto lo status di verifica politica sul sindaco, che aveva minacciato le dimissioni in caso di mancata approvazione della delibera.

La maggioranza non raggiunge il numero minimo legale di 21 consiglieri favorevoli indispensabile a governare in modo autonomo. Determinante la ‘spaccatura’ dell’opposizione che teme il commissariamento che manderebbe a casa consiglieri e giunta e renderebbe la città governata solo dal punto di vista contabile.

L’aliquota Imu sulle prime case A1 ‘di lusso’, martedi’ scorso dimezzata per tutti, con la modifica odierna diminuisce dallo 0,58% allo 0,29% solo per gli anziani over 70 con reddito familiare non superiore a 20.000 euro, per tutti gli altri resta allo 0,58%.
L’aliquota per le case a canone concordato passa dallo 0,85% allo 0,78% (a cui va applicata la riduzione del 25% prevista dalla Legge di Stabilita’) pertanto il netto da pagare scende allo 0,58% circa. Sono previste 2 milioni e 200 mila euro di minori entrate rispetto alla delibera originaria, recuperati 5 milioni e mezzo di euro a bilancio rispetto al buco iniziale di 7 milioni e 700 mila euro.
Il 20% delle case classificate A1 in Italia e’ a Genova: erano circa 4.200 (di cui 2.300 prime case) rispetto al totale nazionale di 23.300 gli immobili ‘di lusso’ nel capoluogo ligure nel 2015, 154 sono stati riclassificati nel corso dell’anno scorso per correggere le storture catastali.

Il sindaco incontrando i giornalisti ha chiarito che “c’è molto da riflettere” ed “è necessario rinsaldare una maggioranza più ampia”. Per questo si è detto “pronto a un’iniziativa nei confronti di tutti quei consiglieri che non hanno votato contro l’amministrazione”. Un tentativo che in realtà va avanti da mesi senza troppo successo perché Doria non ha mai voluto cedere al ricatto implicito di distribuire poltrone a chi decide di salire sul carro della maggioranza e, chi lo conosce bene, sa che non cambierà idea proprio ora. Questo pomeriggio in aula il sindaco ha subito attacchi da quasi tutti i gruppi, dall’ex Idv Anzalone che lo ha definito “superbo”, a tutto il centro destra che bolla come “antidemocratica” la mossa di riproporre una delibera che modifica quella approvata a maggioranza dal consiglio solo tre giorni prima. “E’ come giocare una partita finché il risultato non è quello che piace a voi” dice l’ex avversario al ballottaggio Enrico Musso.

Per il M5S, che ha pronta anche una mozione di sfiducia per quanto Doria non avrebbe fatto rispetto alla vicenda petrolio, anche se è impossibile che i grillini raccolgano le firme necessarie, “la città in questo momento richiede un cambiamento”. Ma gli attacchi arrivano anche dagli alleati. “Non esistono posizioni giuste a prescindere – ricorda il capogruppo del Pd Simone Farello – se non si hanno i voti per affermarle e questa città deve sapere se ha di fronte ancora un anno di Governo oppure no” perché se un commissario sarebbe una sconfitta per tutta la città, anche ‘galleggiare’ per un anno sarebbe il peggior biglietto da visita in vista delle prossime elezioni.