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Busalla e il Puc “che nessuno ha mai visto”

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Busalla. “Sono passati quasi 15 anni dalla decisione di rivedere il Piano Urbanistico Comunale di Busalla e da allora si sono consumati chili di carta e tonnellate di parole, ma del Piano Urbanistico Comunale non si è ancora potuta consultare neppure una prima versione”. La denuncia parte dalla lista “Punto…a capo”.

Dopo la presentazione pubblica di inizio anno molti erano fiduciosi in un’accelerazione della realizzazione del più importante documento di pianificazione comunale. “Persino le associazioni di categoria delle attività produttive – che avevano espressamente chiesto di ‘leggere’ la prima bozza di piano – hanno dovuto prendere atto che si era trattato di ‘un ‘malinteso’. Ciò nonostante la Giunta già nel mese di aprile prevede di approvare lo ‘Schema direttore” del Piano e il ‘Rapporto preliminare ambientale’. Che nessuno, tecnici e Giunta a parte, ha ancora visto”, prosegue la nota.

Nel Comune di Busalla, tra l’altro, sono state costituite due consulte. “Dove ci sono, oltre ai consiglieri comunali, esperti dei vari settori… ma che non si capisce quali consulenze possano dare se le riunioni vengono convocate solo per prendere atto delle posizioni della Giunta. Per superare questo ‘stallo’ 7 componenti su 18 delle due consulte costituite nel comune di Busalla, una per il Territorio (Urbanistica ed ambiente) ed una per le Attività Produttive (e cultura), tra cui tutti i rappresentanti delle opposizioni e tre membri esperti hanno chiesto ‘di convocare tempestivamente e congiuntamente entrambe le consulte’ perché siano illustrati e discussi gli elaborati del Piano (oltre al documento RIR riferito alla presenza di un’azienda a rischio di incidente rilevante sul territorio)”, dichiarano ancora gli esponenti della lista.

Una richiesta di trasparenza che segue l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di una mozione che impegna la Giunta a predisporre, con un percorso partecipato che coinvolga tecnici e associazioni del territorio, un progetto finalmente strategico per l’ampia area dell’ex-Genoa Club, ora fortemente degradata e occupata da servizi ferroviari, parcheggi di mezzi pesanti e dalla contestata piccionaia.