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Briano contro l’etichettatura alimentare che penalizza il parmigiano e l’olio d’oliva

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“Le bibite gassate, zuccherate e contenenti coloranti meglio dell’olio di oliva? No, non ci sto!”. Ha le idee chiare l’eurodeputata del Pd Renata Briano nel valutare il regolamento europeo che dal 2006 promuove una forma di etichettatura contenente il “profilo nutrizionale” su alcune tipologie di prodotti alimentari.

“Si tratta di una normativa – ha spiegato l’europarlamentare ligure – che incoraggia la diffusione della cosiddetta “etichettatura a semaforo” esistente attualmente solo nel Regno Unito, la quale classifica gli alimenti attraverso dei bollini di colore rosso, giallo o verde a seconda del loro contenuto più o meno elevato di zucchero, grassi e sale”.

“Una forma di etichettatura fuorviante – ha specificato Renata Briano –, in quanto finisce per penalizzare in particolar modo molti dei prodotti della dieta mediterranea, come ad esempio il Parmigiano o l’olio d’oliva, promuovendone indirettamente e paradossalmente altri come le bibite gassate e zuccherate, poco salutari anche per via dei coloranti in esse contenute. Il tutto trascurando invece l’importanza di una dieta varia ed equilibrata. Si rischiano distorsioni nella concorrenza e ripercussioni sulle esportazioni di molti Paesi come Italia e Francia”.

Se consumati moderatamente e all’interno di un regime alimentare equilibrato, molti dei prodotti della dieta mediterranea, anche se contenenti grassi, hanno effetti benefici sulla salute. Si pensi ad esempio al contributo positivo dell’olio d’oliva sul sistema cardiovascolare.

La Commissione europea era chiamata a definire entro il 2009 gli alimenti che sarà possibile utilizzare negli annunci pubblicitari attraverso i profili nutrizionali. Questo lavoro, per via delle tante difficoltà incontrate, non è mai stato ultimato e oggi appare ormai del tutto superfluo. Un regolamento del 2011 ha nel frattempo provveduto a inserire sulle etichette le informazioni nutrizionali necessarie affinché i consumatori possano compiere scelte d’acquisto consapevoli. Inoltre nel 2014 la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro il Regno Unito per l’etichettatura a semaforo, rimettendo così in questione l’utilità del regolamento del 2006.

“Per tutti questi motivi – ha concluso l’eurodeputata Pd – ho votato a favore di un emendamento al Programma REFIT per eliminare il concetto di “profilo nutrizionale” dalla normativa UE che regolamenta l’informazione sulle etichette alimentari. Fortunatamente oggi a Strasburgo la maggioranza dei colleghi ha votato come me”