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Acquachiara-Bogliasco, Dofour: “Per ritrovare noi stesse” risultati

Eugenia parla di pallanuoto, di bambini e d’amore

Bogliasco. La Rarirosa viaggia ancora, dopo la trasferta di Cosenza, e per la quinta giornata del girone di ritorno va a Napoli, dove sabato alle ore 14.30 incontra l’Acquachiara, arbitri Boccia e Nicolosi. Bisogna giocare bene e fare punti e non importa che la squadra avversaria sia il fanalino di coda della classifica perchè la palla è rotonda e si comincia dallo 0-0. Ne sono convinte le ragazze di mister Sinatra, portavoce, per questo match il vicecapitano Eugenia “bum-bum” Dufour.

Bomber, di nuovo in viaggio. “Due trasferte attaccate non sono mai facili ma ci siamo allenate per andare a Napoli e fare un buon risultato. Non dobbiamo pensare alla posizione in classifica delle avversarie, non dobbiamo rilassarci. Molte di noi non conoscono la piscina, la Scandone, per me, ad esempio, è la prima volta. L’Acquachiara è matricola in A1, le ragazze stanno facendo una esperienza importante, tutte giovani, con talento, e giocano insieme da tanto tempo”.

Torniamo a Cosenza, dal 7-2 al 7-7. “Non ci voglio più pensare, le partite non devono diventare un’ossessione, ormai è passata, esattamente come la brutta prestazione contro il Padova. Guardiamo avanti e pensiamo alle partite che dobbiamo ancora giocare. E comunque a Cosenza non è andata male, il campo è difficile, si gioca all’aperto, e noi abbiamo accusato nel quarto tempo”.

Come state lavorando? “Ci prepariamo alla fase più delicata della stagione, quando subentra anche la stanchezza. Mi arrabbio molto quando qualcuno dice che abbiamo la pancia piena per la conquista della Coppa Italia: invece l’abbiamo vinta e già dimenticata”.

Quindi guardiamo al presente ed al futuro. “Esatto, partiamo venerdì mattina per Napoli, senza fretta, per stare insieme e ritrovare energia e serenità”.

Dal punto di vista professionale stai vivendo una nuova esperienza all’ospedale Gaslini. “Ho vinto una borsa di ricerca post laurea che mi impegna ed alla quale dedico ogni momento libero della mia giornata, quando non lavoro e non mi alleno. Mi dedico alla clinica ed alla ricerca stando vicino ai bambini ricoverati, ai piccoli pazienti che accedono al day hospital e alle visite ambulatoriali”.

A proposito di bambini è insopportabile vederli attaccati alle grate, dietro ai muri che gli adulti hanno costruito per respingere i profughi. “Non dovrebbero nemmeno arrivare a quelle griglie, ognuno dovrebbe stare bene nel proprio paese. La mia esperienza, che mi porta a condividere situazioni difficili, li seguo a partire dalla famiglia, dalla casa dove vivono, dall’ambiente che frequentano: bisogna partire dal concetto che non è giusto rischiare di morire in mare o in un campo profughi perché qualcuno ti costringe a lasciare il tuo paese e ancora più insopportabile è negare un aiuto, un sostegno a chi è in difficoltà. Lo so che è difficile soprattutto quando le risorse sono scarse, ma è grave quando diventa una scelta, magari politica, chiedo a tutti di dare il massimo, di fare del proprio meglio, come sto facendo io, nel mio piccolo”.

Hai detto per la prima volta alla “Scandone”. “E prima volta a Napoli, spero che la città mi sorprenda. Ho grandi aspettative anche dal punto di vista culinario: vorrei assaggiare la pizza e la famosa mozzarella”.

Le Nazionali, Setterosa e Settebello a Rio. “Ci speravo e sono molto contenta, è una grande soddisfazione vedere la pallanuoto italiana alle Olimpiadi, spero che possa servire anche ad avere più seguito, più pubblico”.

Anche per Edoardo Prian portiere della Rariazzurra e tuo fidanzato, la chiama dal ct Campagna. “Spero che possa coronare i suoi desideri, i suoi sogni. Sarà difficile, dovrà impegnarsi come già sta facendo, ma lui lo sa, che potrà sempre contare su di me, sul mio sostegno”.

Torniamo alla partita di sabato. “Per ritrovare noi stesse”.