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Street art, Melina Riccio divide Genova. E Facebook ironizza: “Segua l’esempio di Blu”

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Genova. A Bologna c’è Blu, a Genova? Melina Riccio. E se il paragone può sembrare azzardato, quasi blasfemo, su Facebook, piazza virtuale di umori e notizie, spunta un evento che li “accomuna”. Tra il serio e il faceto, “Convincere Melina Riccio a seguire l’esempio di Blu”, sta raccogliendo adesioni su adesioni, e, soprattutto, commenti. Perché, la si ami o la si odi (con benevolenza), Melina Riccio non lascia indifferenti i genovesi.

E sull’onda dell’attualità che ha visto Blu cancellare le sue opere a Bologna, sotto la Lanterna parte, scherzosa, la provocazione: “Uniamoci per convincere Melina Riccio a dare una mano di grigio sulle sue opere! Contro la mercificazione della street art e per la gioia dei genovesi tutti!”, è il dettaglio dell’evento.

Fioccano le adesioni, tra sarcasmo, ironia e discussioni semi-serie. Ma anche le voci (più di una) fuori dal coro, schierate a favore: “Ma daiii è una delle cose carine di questa città morta”, scrive Daniela da poco arrivata a Genova. “Nessuno riuscirà mai a fermarla! Melina è la matita della Madonna”, ricorda Jan riportando un’intervista alla “Santa artista”. “Quando non ci sarà più la rimpiangeremo”, ci prova Luca. “Non credo proprio”, il coro in risposta.

E poi spuntano qua e là le foto degli immancabili avvistamenti: Melina alle Cinque Terre (per restare in ambito regionale), Melina a Roma (avvistamenti anche a Napoli e in altre città), Melina sulla Luna, ma no, è un fotomontaggio.
“Bologna la volete?”, rilancia Paolo. C’è anche spazio per una “disputa” artistico-letteraria. L’accusa non è solo la deturpazione dei muri (“che poi il problema grosso è che ha occupato tutti i muri. non c’è più posto per gli altri”) ma anche il contenuto. Banalità? I difensori non ci stanno e rilanciano: “E’ come chiedere a Picasso, se ancora fosse vivo, di cancellare i suoi quadri. Non sono le opere di Melina che intristiscono la città. Pensate ai Giardini di Plastica! Pensate a quelli che hanno cancellato, per costruirli, la casa natale di Paganini!”, scrive Toni.“Picasso e quella male in arnese, proprio un parallelo calzante”, caustica la risposta di Paolo.

Ma nel faceto, in quello che è chiaramente un evento creato per far ridere, c’è spazio per il serio. “L’evento dovrebbe far ridere – scrive in uno dei post l’ideatore – Se vogliamo pensare, invece, dovremmo chiederci perché in un attimo il murales per Mattia Medici era stato cancellato dal comune mentre queste ridicole scritte vengono lasciate in bella mostra. Quella era (ed è) un’opera d’arte e un tributo a un amico”.

Intanto la sopraelevata, e i suoi cento piloni, aspetta una mano (cento mani di artisti provenienti da tutto il mondo) di colore, un’idea che potrebbe diventare realtà già da quest’estate. Melina avvisata, mezza salvata.