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In commissione

Selex, a Tursi coro unanime di no allo smembramento del settore civile

Dopo il caso Monetica c'è preoccupazione fra i sindacati e fra i consiglieri di Tursi sul futuro di un altro pezzo di industria in città

selex es sciopero

Genova. “Non è accettabile dalla città che si disdetti il ramo civile di Selex tramite una progressiva cessione di rami d’azienda”. L’assessore comunale allo Sviluppo Economico Emanuele Piazza in commissione a Tursi sintetizza la preoccupazione dell’intero consiglio comunale rispetto al futuro della ormai ex Selex, da gennaio non più azienda a sé, ma fusa insieme ad altre quattro aziende in Finmeccanica One Company. In commissione sono state ascoltate le organizzazioni sindacali. In Selex oggi lavorano poco meno di 1800 dipendenti poco meno della metà sul civile. E l’ad di Finmeccanica Mauro Moretti ha più volte manifestato la sua strategia: quella di dismettere progressivamente il settore civile.

A Genova a febbraio i lavoratori di Selex hanno scioperato dopo la notizia che le attività di Monetica sarebbero state cedute a un’azienda di Firenze e insieme alle attività anche i 30 lavoratori dell’azienda, che fornisce software per gli apparati di bigliettazione. Dopo la manifestazione la cessione è stata temporaneamente congelata, ma la preoccupazione resta alta : “Chiediamo azioni concrete alle istituzioni genovesi – dicono Enzo Russo Fiom Cgil, Walter Ferrando Uilm e Marco Longirotti Fim Cisl – per tutelare il futuro di questi lavoratori perché Monetica è il primo tassello di uno smembramento annunciato”.

Un altro fronte aperto è quello delle aziende che ad oggi lavoratori all’interno di Selex e che rischiano di perdere appalti e posti di lavoro. “Nel medio ponente come in Valpolcevera – ha detto il presidente del municipio Medio Ponente Giuseppe Spatola – si gioca il destino industriale e quindi economico di questa città”. Un altro fronte riguarda il rapporto tra Selex e Piaggio per la parte militare: con la crisi Piaggio che di fatto ha già abbandonato Genova dopo il trasferimento dell’attività produttiva a Villanova d’Albenga e oggi è in profonda crisi di liquidità, ci sono troppi tasselli da rimettere a posto, nonostante Finmeccanica abbia ribadito il suo interesse per il drone. Il nodo sul futuro di Piaggio dovrebbe essere sciolto il 23 marzo al Mise.

I consiglieri hanno sottolineato come Genova e la Liguria oggi abbiaao un peso politico molto piccolo: “O riusciamo a far sentire la voce di Genova a Roma o continueremo a perdere pezzi di industria”. L’obiettivo è stilare un documento comune per far pressione sui parlamentari liguri che a loro volta chiedano chiarimenti ai ministeri competenti.

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