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Preolimpico a Gouda: l’Italia chiude al secondo posto

Gli Stati Uniti vincono 11 a 6 ed interrompono la serie positiva delle azzurre

Rapallo. Va agli Stati Uniti la finale del torneo di qualificazione olimpica. A Gouda le campionesse olimpiche e mondiali battono le azzurre per 11 a 6 nella gara conclusiva.

Le italiane il biglietto per Rio de Janeiro 2016 lo avevano staccato sabato pomeriggio nei quarti di finale battendo il Canada. Con loro volano in Brasile anche Stati Uniti, Russia e Spagna. Erano già qualificate Australia, Brasile, Cina e Ungheria. Il 10 aprile a Trieste, alla fine del torneo preolimpico maschile (3-10 aprile), saranno effettuati i sorteggi dei gironi e del calendario dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016.

La cronaca. Italia avanti 4-3 alla fine del primo tempo. In attacco 100% in più (3 su 3) e un rigore realizzato. In 80 secondi, da 2-3 a 4-3: la doppietta di capitan Di Mario vale il break azzurro. Gli Stati Uniti segnano in parità due gol e in doppia superiorità il terzo (fuori Tabani e Frassinetti). Di Mario prova la palomba a 5’20” del secondo periodo, poi gli Usa guadagnano un’altra superiorità: è troppo facile segnare per Mathewson (11’28”) che anche Conti allarga le braccia, in piedi davanti alla panchina.

Al minuto 13’07” Aiello dal centro interrompe il digiuno di gol che durava da tre partite (l’ultimo gol lo aveva segnato giovedì con la Nuova Zelanda); a 17’14” Makenzie Fischer fa 5-5 infilando la palla sotto al sette alla destra di Gorlero. Si agita troppo il tecnico americano Krikorian e l’arbitro gli mostra il cartellino rosso. Frassinetti esce per la seconda volta ma la difesa regge anche in 5 contro 6.

Non fa la stessa cosa dopo 1’19” del terzo, quando Radicchi va nel pozzetto e Mathewson tira subito e sorprende tutte. Per sette minuti le azzurre non riescono a entrare e si affidano ai tiri dalla distanza. Alla fine riescono a guadagnare la quarta superiorità numerica ma il muro americano respinge. Il Setterosa non segna per quasi due tempi; da la sveglia Cotti con un tap-in a 1’11” dalla fine della partita.

Gli Stati Uniti tracciano il solco con il break di 5-0 in quattordici minuti, tra la fine del secondo e l’inizio del quarto periodo. L’Italia gioca alla pari e si impegna fino alla fine. Musselman fissa il risultato a 22” dalla sirena (sesta superiorità segnata su otto). Applausi per tutti. Si va a Rio!

Il commento del ct Fabio Conti. “Oggi, al contrario di ieri, le ragazze hanno fatto il massimo. Ottava partita in otto giorni contro una squadra molto pesante. Per metà gara siamo stati noi a condurre il gioco e loro a inseguirci. Nel terzo tempo abbiamo sofferto molto il loro pressing e la loro fisicità e poi sono finite le energie. Penso che abbiamo lasciato una buona impressione; l’idea di un’Italia che combatte, che c’è fino alla fine e che ha dato filo da torcere agli Stati Uniti, un po’ nervosi, che forse si aspettavano di affrontare una squadra più morbida. Dopo la vittoria con il Canada, questo era il secondo giorno di preparazione per Rio e non abbiamo mancato di sfruttarlo. Ringrazio nuovamente lo staff e tutte le ragazze della Nazionale, comprese quelle che sono rimaste in Italia, e auguro a tutti di preparare un finale di stagione degno del nome che portiamo”.

Aleksandra Cotti è doppiamente felice. Alla vigilia dei campionati mondiali si era fermata. Il 21 luglio 2015 è stata operata al ginocchio destro dal medico chirurgo Gianluca Camillieri: ricostruzione del legamento crociato anteriore. Il 28 novembre è tornata a giocare in campionato e a dicembre ha ripreso il suo posto in collegiale per preparare gli Europei. Oggi è qui e il sogno si è avverato. “A Kazan non c’ero, a Belgrado bene, qui fantastico e la prossima deve essere stramegafantastica – dichiara -. Deve essere un crescendo. Siamo a metà del lavoro e io sono a metà del libro; ho cominciato questa storia a luglio e la fine devo scriverla. Devo ancora capire che cosa è successo e cosa abbiamo fatto veramente. Devo metabolizzare, però una cosa è certa: a differenza della scorsa Olimpiade, questa volta c’è più consapevolezza di andare ai Giochi per fare qualcosa di importante. Ringrazio tutti coloro i quali mi sono stati vicino in questo lungo periodo. Ringrazio in modo particolare Gianluca Camillieri che mi ha operata e seguita nelle fasi di convalescenza e riabilitazione, il medico Claudio Gallozzo e i fisioterapisti Giuseppe Mondì e Mauro Badia che mi hanno seguita e aiutata”.

Il tabellino:
Stati Uniti – Italia 11-6
(Parziali: 3-4, 2-1, 3-0, 3-1)
Stati Uniti: Hill, Musselman 1, Seidemann, Fattal, Clark, Steffens 1, Mathewson 2, Neushul 2, Gilchrist, M. Fischer 3, A. Fischer 1, Graig 1, Johnson. All. Adam Krikorian.
Italia: Gorlero, Tabani, Garibotti 1, Queirolo, Radicchi, Aiello 1, Di Mario 2, Bianconi, Emmolo, Pomeri 1, Cotti 1, Frassinetti, Teani. All. Fabio Conti.
Arbitri: Flahive (Aus) e Schaapers (Ned).
Note. Nessuna uscita per limite di falli. Espulso per proteste Krikorian nel secondo tempo. Superiorità numeriche: Italia 4 su 8 più 1 rigore segnato, Stati Uniti 6 su 8.

I risultati delle finali.
Finale 7°/8° posto Francia-Canada 6-11 (1-3, 1-2, 3-4, 1-2)
Finale 5°/6° posto Olanda-Grecia 9-7 (2-3, 3-2, 4-2, 0-0)
Finale 3°/4° posto Spagna-Russia 4-10 (1-5, 2-2, 0-0, 1-3)
Fianle 1°/2° posto Stati Uniti-Italia 11-6 (3-4, 2-1, 3-0, 3-1)