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Omicidio Sestri ponente, Rosa Landi non accettava le scappatelle del marito e voleva lasciarlo fotogallery

Uccisa dopo cena mentre preparava il caffè e si sfogava al telefono con la nuora per i continui litigi.

Genova. Voleva lasciarlo e lo aveva scritto anche sulla sua pagina Facebook Rosa Landi, la 59 enne di Sestri ponente che ieri sera intorno alle 22 è stata uccisa, con 5 colpi di pistola alla schiena, dal marito Ciro Vitiello. “Se una persona mi delude non litigo, non alzo la voce, non cerco di comprendere perché sarebbe tempo perso. Ma lo allontano piano piano, silenziosamente”. Rosa aveva deciso di non accettare più le scappatelle del marito, aveva cominciato ad uscire da sola con le amiche e a costruirsi una vita autonoma.

Era una bella donna Rosa Landi, e la sua nuova indipendenza non piaceva al marito che era diventato possessivo. I litigi in quest’ultimo periodo si erano fatti frequenti.Una volta l’uomo l’aveva anche minacciata di morte, ma la donna evidentemente pensava fosse solo un moto di rabbia senza conseguenze.

Anche ieri sera, dopo cena, l’ennesima lite. Ma Rosa dopo cena si era messa a preparare il caffè. Nel frattempo aveva chiamato la nuora e si stava sfogando con lei. Il telefono era in viva voce a casa del figlio di Ciro Vitiello e Rosa Landi. Così anche lui ha sentito in diretta gli spari: cinque, da dietro, a distanza ravvicinata.

Poi Ciro Vitiello ha alzato il telefono e chiamato il 113. Con voce calma ha detto: “Venite in via Toscanelli 92 interno 4, ho appena ucciso mia moglie”. La polizia lo ha tenuto a lungo al telefono, spiegandogli che avrebbe dovuto posare le armi e aprire agli agenti, che hanno bussato alla porta poco dopo trovando la donna riversa a terra in una pozza di sangue.

Ciro Vitiello, 65 anni, ex becchino in pensione (lavorava per l’Asef), non ha nemmeno voluto parlare con i figli dopo l’arresto. Loro hanno raccontato agli investigatori della squadra mobile che quando erano ragazzini qualche schiaffo era volato, ma non aveva mai picchiato la moglie e con i nipotini era molto tenero. Deteneva regolarmente quattro pistole, di cui una calibro 22 che è stata usata per il delitto.

“Certo se la donna dopo le minacce avesse sporto denuncia le armi gliele avremmo sequestrate, è la prima cosa che facciamo” spiega la dirigente dell’I’Upg Delia Bucarelli. Per il resto Vitiello era persona assolutamente regolare: nessun precedente e nessuna denuncia.

Nessuno fra i vicini di casa del quartiere popolare di Sestri ponente poteva immaginare che quelle litigate finissero in tragedia fino a ieri sera quando i colpi d’arma da fuoco hanno risuonato per l’edificio, in un sabato sera come tanti che ha scosso profondamente gli abitanti della zona e ha distrutto la vita di tre famiglie. Ora Vitiello si trova nel carcere di Marassi. Questa notte già stato interrogato dal sostituto procuratore Paola Calleri ammettendo le sue responsabilità.