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“Non ha pagato le bollette, ecco le ricevute”, ma è una truffa: in manette 43enne foto

Si fa consegnare oltre 1000 euro, ma l'anziano s'insospettisce e chiama i carabinieri

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Genova. Una truffa ben congegnata, con tanto di ricevute false e altrettanto false credenziali. Ha un volto il truffatore che, approfittando della buona fede di un anziano genovese, si è finto ripetute volte un dipendente Iren per estorcere a più riprese somme sempre più ingenti di soldi al malcapitato pensionato.

Tutto è iniziato a fine gennaio quando l’uomo, B.D.M, un pregiudicato genovese di 43 anni, spacciandosi dipendente Iren, si presenta alla porta di un 83enne, residente nel quartiere San Martino con la scusa di fare una verifica sulle bollette di luce e gas. Per non insospettire troppo la vittima, il pregiudicato si era annotato gli estremi delle bollette, nonché il cellulare dell’anziano annunciando un controllo che, se avesse dato esito positivo, avrebbe comportato un esborso.

Qualche giorno dopo il sedicente funzionario si è presentato di nuovo a casa del pensionato per spiegargli che trovate svariate bollette insolute, le aveva pagate anticipando i soldi. Per questo si era così fatto consegnare 311 euro. L’anziano non potendo contestare le bollette, già pagate dal cortese funzionario, non ha potuto far altro che consegnare il denaro.

Il 43enne, visto il buon esito della prima truffa, ha pensato bene di ripetere l’operazione altre tre volte riuscendo a farsi consegnare quasi 1.000 euro. Ma l’anziano però ha iniziato a nutrire sospetti. A quel punto, il truffatore, per non far saltare la sua copertura, ha tirato fuori fantomatiche copie di ricevute, rilasciate ad altri soggetti sottoposti a verifica da parte sua, di cui una anche per l’83enne.

L’ingegnoso raggiro non è servito, l’anziano non convinto si è recato ai Carabinieri di San Martino. Partono subito le indagini fino alla svolta ieri in mattinata: il sedicente funzionario ricontatta la vittima, annunciando che si sarebbe presentato per l’ennesima volta, la quinta, per riscuotere altro denaro. L’anziano non perde tempo e informa i militari. Quando il pregiudicato chiede altri 327 euro nonché una delega alla riscossione per altri 1.600, il pensionato consegna solo una banconota da 50, preventivamente fotografata dagli investigatori, che il malvivente intasca a titolo di acconto. Il sedicente funzionario inoltre promette la ricevuta solo dopo il saldo dell’intera somma, poi si allontana dall’abitazione e poco dopo trova i carabinieri che lo arrestano in flagranza: addosso aveva ancora il blocchetto delle ricevute e la banconota incriminatrice. L’uomo, residente a Rivarolo, finisce in manette per truffa ai danni di un anziano, in attesa di rito direttissimo in programma per oggi.