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Nodo ferroviario, la stazione di Sampierdarena non chiuderà. E sui lavori al Campasso Rfi tranquillizza il Municipio

I cumuli, dall'autunno cominceranno a ridursi. "Non c'è amianto, a fine 2017 benefici per il quartiere con la nuova viabilità"

Genova. La stazione di Sampierdarena, che avrebbe dovuto chiudere per almeno 490 giorni per quanto riguarda la linea di percorrenza nord-sud, non chiuderà più come previsto dal piano originario dei lavori del nodo ferroviario di Genova. Lo ha confermato Calogero Di Venuta, direttore Investimenti Area Nord di Rfi che oggi a palazzo Tursi insieme al vicesindaco Stefano Bernini ha fatto il punto sui lavori che interessano il parco ferroviario del Campasso in Valpolcevera. “La chiusura avrebbe provocato notevoli disagi – ha spiegato Di Venuta – per questo stiamo delineando un progetto alternativo. Ci saranno probabilmente chiusure puntuali ma cercheremo di minimizzare i disagi per i pendolari che arrivano dalla Valpolcevera e dalla Valle Scrivia”.

Per quanto riguarda i lavori al Campasso che stanno suscitando polemiche fra gli abitanti per i cumuli di detriti ( e le conseguenti polveri, anche se in parte ora i cumuli sono stati coperti) provenienti in gran parte dagli scavi della galleria Polcevera del nodo dal lato di Borzoli è stato ribadito che “si tratta di rocce basaltiche che non contengono amianto”. Obiettivo dei lavori è creare un parco merci 8 binari (rispetto agli attuali 32), che saranno separati da dune sul lato di via Fillak e da alberature sul lato di via del Campasso. Il materiale, attualmente 50 mila metri cubi, che a breve diventeranno 60 mila, verrà a partire dall’autunno utilizzato da un lato per alzare di circa 80 centimetri il piano ferroviario, dall’altro appunto per creare delle barriere verdi che attutiscano il rumore e le polveri che vengono sollevate dalla movimentazione dei treni.

Come compensazione per il quartiere che fino alla fine del 2017 almeno sarà interessato dai lavori “verrà ampliata la carreggiata che percorre via del Campasso e via Della Pietra in modo da collegare il quartiere con Brin. “La strada potrà anche essere percorsa dai mezzi pubblici – spiega il vicesindaco Stefano Bernini – consentendo agli abitanti di raggiungere il centro con la metropolitana”. Rispetto all’altro principale elemento che ha sollevato dubbi, vale a dire la realizzazione di un impianto per la triturazione delle rocce che serviranno per il nuovo sedie ferroviario, oggi pomeriggio in Regione ci sarà un incontro per il rilascio dell’autorizzazione: “Si tratta di un impianto completamente chiuso all’interno di un contenitore che proteggerà le abitazioni da polveri e rumore e che sarà in funzione per 7-8 mesi a partire dall’autunno.

Rfi ha spiegato che tutta questa fase di lavori sarà accompagnata da un tavolo di monitoraggio che sarà attivato insieme a Comune e Municipio Centro Ovest il cui presidente Franco Marenco è parso tutto sommato soddisfatto dalle rassicurazioni ottenute “sia rispetto al fatto che i materiali non siano nocivi – ha spiegato Marenco – sia rispetto alla realizzazione della nuova viabilità che speriamo renda più appetibile per un acquirente l’ex mercato Ovoavicolo del Campasso che favorirebbe un rilancio del quartiere. Abbiamo ancora un po’ di perplessità sull’impianto di triturazione dei detriti ma confidiamo nel monitoraggio condiviso dei lavori”.