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Liguria, 1 adolescente su 3 “alza il gomito” ogni giorno: l’1% degli 11enni si è ubriacato almeno una volta

Il centrocampista del Genoa Blerim Dzemaili testimonial di "Non fare autogol"

Genova. Sono dati allarmanti quelli emersi da “Non Fare Autogol”, la campagna promossa da Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) per spiegare agli adolescenti come tenersi alla larga da malattie e disturbi causati da stili di vita sbagliati.

Più di un quindicenne ligure su tre beve alcolici almeno una volta alla settimana, mentre la percentuale di giovani che afferma di essersi ubriacata due o più volte nella propria vita passa da circa 1% per gli 11enni al 16% per i 15enni. Anche il cosiddetto fenomeno del binge drinking (“l’abbuffata alcolica”) si accentua al crescere dell’età.

Ieri sera è andata in scena la tredicesima tappa della sesta edizione all’Istituto “Rosselli”, a cui ha preso parte il centrocampista del Genoa Blerim Dzemaili.

“I ragazzi devono capire che uno stile di vita sbagliato alla loro età compromette la salute da adulti. L’alcol? Divertimento non fa rima con bere, come pensano ormai i giovani di oggi”, ha spiegato.

“Vogliamo far capire che la vera sfida contro il cancro inizia da giovani – sottolinea il dottor Matteo Clavarezza, Dirigente Medico agli Ospedali Galliera di Genova e Segretario Regionale AIOM – L’importanza di un corretto stile di vita, fin da ragazzi è ampiamente dimostrata nella prevenzione oncologica. Il 40% dei casi per tumore, infatti, è causato da fattori di rischio potenzialmente modificabili”.

Ecco il principale obiettivo della campagna ‘Non Fare Autogol’, che utilizza il linguaggio universale dello sport per veicolare importanti valori e messaggi di salute: per renderli più incisivi, al fianco di AIOM si sono schierati la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il CONI e la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI).