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Licenziamenti Maersk, le accuse di M5S e Rete a Sinistra: “Inaccettabili, a Vado assumono”

protesta maersk

Liguria. “Inaccettabile e priva di senso la procedura di esubero nei confronti dei lavoratori genovesi Maersk, quando a Savona, ad appena 50 chilometri da lì, lo stesso gruppo, che controlla anche APM, secondo le previsioni si prepara ad assumere centinaia di persone”. Lo dicono i portavoce regionali del MoVimento 5 Stelle Liguria, Alice Salvatore e Andrea Melis, a margine della riunione di capigruppo sulle sorti di 10 dipendenti della multinazionale danese del trasporto marittimo.

“L’azienda, intesa nella sua globalità come holding – ricorda il portavoce M5S Andrea Melis – di fatto beneficia di contributi pubblici per la realizzazione di una nuova piattaforma e, pertanto, è in debito verso le istituzioni, con le quali è tenuta a trattare. Non accettiamo nuovi atti di forza e atteggiamenti coloniali, come è avvenuto nel recente caso Kavo”.

Sulla stessa linea la portavoce pentastellata Alice Salvatore, che punta l’obiettivo sulla sede genovese, dove si è passato in breve tempo da 500 dipendenti agli attuali 167. E ora i vertici puntano a ridurre il personale di altre 10 unità, oltre a 6 già fuoriuscite. “Il paradosso è che stanno esternalizzando il lavoro in ditte terze in Italia – osserva Salvatore – con un gioco di scatole cinesi che punta alla riduzione del personale e non alla riduzione dei costi. E, pur di mantenere sulla carta in equilibrio il rapporto tra contenitori fatti e numero di persone impiegate, si arriva a trattare i dipendenti come pura merce di scambio”.

Posizione critica anche quella di Gianni Pastorino, di Rete a Sinistra. “Una multinazionale, finanziata anche con soldi pubblici, che a Savona promette un centinaio di nuove assunzioni, e nel frattempo, a Genova, prosegue con licenziamenti ed esternalizzazioni: è il paradosso Maersk. Mentre proseguono a gran velocità i lavori per la piattaforma di Vado Ligure (e si stimano volumi d’affari moltiplicati nel mediterraneo), la società di shipping impone nuovi tagli al personale nella sede genovese: un’emorragia che dal 2009 ad oggi ha visto ridurre i posti di lavoro da 500 a 167. Ancora a fine 2015 ci sono stati 20 esodi incentivati; e adesso la decisione insensata: altre 16 unità dovranno restare a casa”.

“Il comportamento tenuto da Maersk dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che in questo Paese le multinazionali fanno quello che vogliono – accusa Pastorino – manca una normativa nazionale che ci tuteli da queste prevaricazioni. È la dimostrazione evidente che in Italia non c’era bisogno di un Jobs Act che limita i diritti nel mondo del lavoro, ma piuttosto di una normativa che eviti situazioni come quelle di Maerks o (in passato) di Ericsson, o quella di Kavo Promedi di Nervi, una ferita ancora aperta . Stavolta siamo a un altro livello, perché Maersk è in debito non solo con la Liguria, che ha concesso le aree per la sua espansione, ma anche con lo Stato italiano, che ha cospicuamente foraggiato con denaro pubblico i suoi grandiosi investimenti. Non ci sono scuse: il sanguinoso stillicidio dei licenziamenti deve cessare subito; e in questo caso la Regione può e deve intervenire direttamente”.

“La Maersk beneficia di finanziamenti pubblici e matura proventi in Liguria – tuona il consigliere – ci si aspetta che abbia riguardo per la forza-lavoro locale. E invece no; la multinazionale non vuole sentire ragioni, almeno per ora, chiude le porte in faccia alla trattativa e non è neppure disposta ad attivare gli ammortizzatori sociali. Non basta più la moral suasion: le aziende devono essere vincolate sul piano politico al mantenimento del livello occupazionale. Indegno che una multinazionale con migliaia di dipendenti nel mondo non riesca a ricollocare al suo interno 16 lavoratori”.

“La soluzione c’è – conclude Pastorino – in attesa che la piattaforma di Vado diventi operativa, o questa società tiene questi lavoratori in carico oppure attiva gli ammortizzatori sociali, quali cassa integrazione o contratti di solidarietà di tipo A”.

Al termine dell’incontro decisa la presentazione di un ordine del giorno, in approvazione nel prossimo consiglio regionale del 29 marzo, e la convocazione urgente dei vertici Maersk da parte dell’assessore Berrino; l’incontro con l’azienda dovrà avvenire entro la prossima settimana.

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