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Promossi e bocciati

La Regione dà i voti alle pubbliche assistenze: il 30% non è in regola

I bocciati hanno tempo fino al primo giugno per adeguarsi: altrimenti non potranno più lavorare

Croce Celeste San Benigno, Croce Rosa San Quirico, Croce Rosa Rivarolese, Croce Azzurra Bavari, Croce Azzurra Borzoli, Croce d’Oro, Croce Verde Pontedecimo, Croce Verde Quinto, Croce Verde Genovese, Croce Verde di via G.Cavalli e piazza Ippolito Nievo, P.A.Molassana, P.A. Nerviese, Croce Bianca Bolzaneto, G.A.U di via Struppa, Volontari del Soccorso via Grossi, Croce Verde Busalla, Volontari del Soccorso Camogli, Croce Verde Isoverde, Croce Bianca Valsecca, Croce Verde Recco, Croce Verde Crocefieschi, C.R.I Arenzano, C.R.I Campomorone, C.R.I Masone, Torriglia, Comitato Locale di Chiavari, Comitato Locale di Cicagna, Comitato Locale di Riva Trigoso, Comitato Locale di Lavagna, Comitato Locale di Cogorno, P.A. Croce Verde Chiavarese, P.A. Croce Verde Santa Margherita, P.A. Croce Verde Sestri Levante, P.A. Volontari del Soccorso S.Anna Rapallo.

Sono queste le pubbliche assistenze della provincia di Genova (circa il 70 per cento del totale) risultate in regola con le prescrizioni di Asl e Regione in materia di “trasporto sanitario di emergenza ed urgenza”. La delibera di giunta regionale numero 1385 del 2014 stabilisce i requisiti, strutturali e tecnologici che ogni associazione deve possedere per potere effettuare il soccorso in caso di emergenza.

Questi requisiti riguardano, tra gli altri, la conformazione delle sedi, le dotazioni delle ambulanze e delle auto che ogni associazione a turno mette a disposizione del 118 come automedica e una ben precisa organizzazione interna.

L’istituzione di queste prescrizioni aveva l’obiettivo di garantire un’assistenza sanitaria di qualità attraverso la creazione di standard minimi che ogni associazione è tenuta a rispettare. Per accertare che tutte le pubbliche assistenze iscritte nell’elenco regionale fossero in possesso di tali requisiti, ad aprile del 2014 la Regione ha istituito anche una commissione di vigilanza che verificasse il possesso e il mantenimento dei requisiti necessari.
A seguito di numerosi accertamenti effettuati per tutto lo scorso anno, la commissione ha stabilito che soltanto una parte delle pubbliche assistenze e delle associazioni di volontariato presenti sul territorio genovese sono in possesso di tali requisiti e hanno presentato una documentazione “completa e conforme alla delibera 1385 del 2014”.

Tutte queste associazioni possono continuare senza problemi a svolgere il loro lavoro di soccorso e assistenza sanitaria in caso di emergenza. Un ruolo imprescindibile che nel nostro paese le istituzioni di tutti i livelli lasciano (forse incautamente) in carico per la maggior parte alle associazioni di volontariato, che mai come in questo periodo stanno patendo una sempre più pressante crisi di fondi e di iscritti che rischia di minarne seriamente l’attività. Le altre associazioni, quelle “bocciate” non inserite nell’elenco di quelle in regola con le prescrizioni, hanno tempo fino al primo giugno per adeguarsi alle richieste di Asl e Regione, che a partire poi da luglio andranno a verificare che tutto sia in regola. Le associazioni che non vorranno o potranno adeguarsi a queste prescrizioni non potranno più effettuare i trasporti di emergenza dei pazienti. Tradotto in parole povere, le loro ambulanze non potranno più intervenire in soccorso di un paziente.
Ma non solo: anche i cosiddetti “servizi secondari” (cioè i trasporti dei pazienti in dimissione dall’ospedale) e i “servizi programmati” (cioè il trasporto nelle strutture sanitarie di pazienti che necessitano di particolari terapie come i dializzati o gli oncologici) non potranno essere effettuati.

Ogni eventuale defezione, anche minima, rischia di compromettere l’efficienza del sistema di pronto intervento territoriale coordinato da “Genova Soccorso”. E’ pertanto necessario che ogni pubblica assistenza “bocciata” si adegui quanto prima alle prescrizioni.

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