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Inchiesta Switch, anche un sindacalista Cgil tra gli indagati per la raccolta differenziata ‘taroccata’

Un solo episodio contestato: cartongesso fatto passare come rifiuto ingombrante. I reati ipotizzati sono frode e truffa. Lui: "Non ne so nulla, non sapevo di essere indagato".

Genova. C’è anche un sindacalista della Cgil, precisamente il coordinatore dell’rsu di Amiu, tra gli indagati dell’inchiesta Switch che ha azzerato i vertici della principale subappaltante di Amiu per la raccolta differenziata di carta e il ritiro a domicilio degli ingombranti.

Si tratta di Valter Rosso D’Ambros, dipendente di Amiu, indagato per frode e truffa ai danni della stessa Amiu dai pubblici ministeri Paola Calleri e Francesco Cardona. A lui gli inquirenti imputano soltanto uno della miriade di episodi con cui venivano inventate strategie per procurare vantaggi alla Switch. In particolare, come si legge tra le carte che hanno portato all’ordinanza di custodia cautelare per sette persone tra dirigenti e dipendenti di Switch e funzionari di Amiu ( Maurizio Dofour, Stefano Ionadi e Roberto Curati, Roberta Malatesta, Tonito Magnasco e Claudio Angelosanto), D’Ambros si sarebbe reso responsabile del reato di truffa e frode in concorso con Ionadi e Dufour “nell’esecuzione del contatto di appalto stipulato dalla Switch con Amiu per il servizio di ritiro dei rifiuti ingombranti” nonché “mediante artifici e raggiri induceva in errore Amiu procurando a Switch un ingiusto profitto corrispondente all’indebito pagamento da parte di Amiu di quantitativi di rifiuti mai smaltiti o comunque non rientranti nelle convenzioni stipulati”.

L’episodio incriminato si sarebbe verificato il 21 agosto 2012 quando D’Ambros, secondo la tesi della procura avvallata dal gip Roberta Bossi, avrebbe concordato con i vertici Switch “di annotare nella contabilità relativa all’Addendum degli ingombranti un quantitativo indeterminato di cartongesso” che rientra invece tra i rifiuti speciali.

L’episodio (l’unico per cui al momento sarebbe indagato il sindacalista) rientra in un sistema complesso e continuo di frodi per cui Switch che aveva ottenuto appalti con ribassi fuori mercato, falsificava con la complicità di alcuni dipendenti di Amiu (e ai danni della stessa) i servizi effettuati simulando centinaia di ritiri di rifiuti ingombranti a domicilio in realtà inesistenti, falsificando la relativa documentazione e richiedendo, di conseguenza, i relativi rimborsi ad Amiu con i cosiddetti ‘addendum’.

Contattato telefonicamente D’Ambros ha detto di non aver nulla da dichiarare non sapendo nulla dell’indagine a suo carico.