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Ilva, sui lavori di pubblica utilità è scontro sulle ore: verso un rinvio dell’accordo

Gl uffici della Regione chiedono due settimane al mese di lpu, per i sindacati ne basta una. E il cda di Società per Cornigliano dovrà votare l'accordo.

Genova. Non sarà firmato giovedì l’accordo sui lavori i pubblica utilità per i lavoratori dello stabilimento Ilva di Cornigliano. Anzitutto perché un’eventuale intesa dovrà passare al vaglio del consiglio di amministrazione di Società per Cornigliano, l’azienda pubblica partecipata da Regione Liguria, Comune di Genova, Città metropolitana e ministero dell’Economia che ci metterà i soldi. Ma anche perché, prima di firmare alcunché i sindacati faranno vagliare la bozza di accordo all’assemblea dei lavoratori.

Intanto un po’ di maretta, come da tradizione, non manca. Se al termine dell’incontro di giovedì scorso sembrava deciso che i lavoratori dell’Ilva interessati dagli lpu (meno di 600 di sicuro, forse poco più di 560) avrebbe integrato il reddito derivante dai contratti di solidarietà con un giorno in fabbrica e una settimana (5 giorni lavorativi per circa 30 ore complessive) di lpu al mese, gli uffici della Regione e società per Cornigliano avrebbero fatto notare che con una sola settimana di lpu alla fine i lavoratori di Ilva avrebbero l’integrazione con un costo orario nettamente superiore a quello di un operaio del Comune e sarebbero orientati a chiedere 2 settimane e non una per ottenere un’integrazione media di 200-250 euro al mese. Da parte loro i sindacati rammentano come il contratto in essere per l’Ilva sia quello dei metalmeccanici, decisamente più vantaggioso rispetto a quello dei dipendenti di Tursi e non ci stanno. Dalla loro hanno anche gli accordi passati dove questo aspetto non è stato preso in considerazione. Chiacchiere? Manfrina per far digerire a società per Cornigliano l’esborso imposto dal Governo?

Tutto da vedere. Gli uffici di Comune e della Regione sono al lavoro con i conteggi e giovedì l’incontro (l’appuntamento è alle 11.30 in Regione) si preannuncia ‘caldo’. Alla fine – dicono un po’ tutti – una soluzione verrà trovata, anche se qualche ulteriore ‘lite’ sembra assicurata. Non solo al tavolo ma anche all’interno del cda di Società per Cornigliano, dove il vicesindaco Stafano Bernini, vicepresidente della società, ha più volte ribadito il suo voto contrario, e potrebbe non essere l’unico.

Sullo sfondo resta una questione ben più seria, vale a dire la vendita dell’Ilva, su cui al momento (mentre i gruppi che hanno ricevuto l’ok alla manifestazione di interesse stanno effettuando le due diligence) nulla è dato sapere.

Per i lavoratori di Cornigliano quindi, sancire ancora una volta l’accordo di programma e l’integrazione del reddito tramite i lavori di pubblica utilità significa in fieri, anche se l’accordo che verrà firmato varrà di fatto solo fino al 30 settembre, garantirsi un pezzo di futuro anche se a giugno arriverà la temuta quanto indefinita bufera.