Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

False griffe, filiera criminale tra Genova e Brescia: il caveau era nella doccia, maxi sequestro

Nei guai senegalesi, commercianti italiani e cinesi. Sequestrati immobili e oltre 1,4 milioni di prodotti contraffatti

Genova.  Una vera e propria filiera criminale che riforniva il mercato del falso in città. Grazie ad una complessa ed articolata indagine, la Guardia di Finanza ha individuato un gruppo di cittadini senegalesi, radicati nel territorio genovese, di commercianti ed artigiani italiani operanti nella provincia di Brescia e di cittadini cinesi attivi nella città di Brescia, che costituivano l’intera filiera di produzione e commercializzazione di merce contraffatta destinata ai venditori abusivi che operano sulle piazze liguri.

Le complesse indagini si sono concluse con il sequestro di 5 immobili, oltre 1,4 milioni di prodotti contraffatti, 8 ricamatrici professionali, 10 macchine da cucire, 33 cliché software, 2 supporti magnetici, 7 punzonatrici, 1 (una) pressa, 1 postazione di lavoro “sartoria” e 2 personal computer portatili.

L’operazione ha consentito di denunciare alla Procura della Repubblica di Genova 21 persone e 1 in stato di arresto per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e immigrazione clandestina, oltre all’accertamento di vendita di circa 300mila prodotti recanti marchi contraffatti.

Tutto è partito dall’individuazione, attraverso un’attenta mappatura dei laboratori del falso allestiti nel centro storico genovese, di un appartamento che veniva utilizzato dal sodalizio criminale come deposito di stoccaggio della merce prodotta.

La peculiarità era costituita dalla presenza di un “caveau”, un doppiofondo occultato da un pannello di legno e ricavato nel vano doccia, dove era ammassato e nascosto un’ingente numero di capi ed accessori di abbigliamento contraffatti, oltre a diversi capi neutri in fase di “lavorazione”.

Principale artefice è risultato un cittadino extracomunitario che si avvaleva della collaborazione di altri stranieri, nonché della moglie italiana. Le successive indagini hanno portato ad identificare i complici all’organizzazione criminale operante in Liguria e a ricostruire la catena di approvvigionamento della merce contraffatta proveniente dalla vicina Lombardia.

Le perquisizioni effettuate nella città e nella provincia di Brescia hanno consentito di acquisire ulteriori elementi sull’esistenza di altri due gruppi criminali attivi nel settore della contraffazione delle griffe, consentendo di individuare e smantellare 5 officine/laboratori nelle quali venivano prodotte minuterie metalliche (tiralampo, bottoni, rivetti, etc.) ed etichette riportanti marchi contraffatti di note case di moda che servivano per la confezione di capi ed accessori di abbigliamento contraffatti. Tre dei laboratori/officine erano gestiti da commercianti e artigiani italiani mentre i restanti 2 erano gestiti da commercianti e artigiani extracomunitari. I 5 laboratori/officine costituivano una vera e propria rete di strutture appositamente allestite con mezzi, locali e know-how tecnologico, volta a sfruttare illegalmente l’utilizzo di marchi registrati.