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Ex Stoppani di Cogoleto, Mantero (M5S): “L’emergenza riemerge dal mare”

Cogoleto. “Non sono bastate le indagini aperte la scorsa estate in seno alla gestione commissariale dell’emergenza Stoppani a sollevare ancora preoccupazioni sulla gestione dell’impianto e della capacità di gestire i fondi così micragnosamente erogati per la bonifica del sito”, inizia così il deputato grillino Matteo Mantero parlando dei recenti affioramenti rinvenuti sulla spiaggia di Cogoleto.

“Da più di due anni l’associazione “Amici di Arenzano” scrive alle amministrazioni e documenta il fenomeno di emersione di crostoni di cromo sulle spiagge del litorale, dove tra il 2010 e il 2012 era stata messa in opera la bonifica e la sistemazione degli arenili della zona sotto la Pineta di Arenzano e delle prime spiagge di Cogoleto”, continua.

“Sappiamo tutti che i crostoni degli arenili sono il frutto di cento anni di depositi e reflussi dei materiali della Stoppani – aggiunge – ma pretendiamo che i lavori di bonifica siano correttamente eseguiti e successivamente monitorati i risultati, come prevede il protocollo dei lavori di queste opere di bonifica. Non solo, è necessaria una migliore pianificazione dell’uso dei fondi erogati, una maggiore trasparenza sulle scelte e una condivisione coi cittadini delle scelte da parte delle amministrazioni, esattamente al contrario di come fatto fino ad oggi, come per la discarica Molinetto, decisioni di grande impatto sulla pianificazione territoriale e subite totalmente dalla cittadinanza”.

“Come temevamo, si investe per sistemare il visibile e basta una mareggiata per far affiorare ciò che il filo dell’acqua non può nascondere: lavori parziali e incompleti” – riprende Mantero, che annuncia – “Proprio per questo ieri ho depositato un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente, in cui si chiede di documentare la sicurezza degli arenili e della foce, nelle zone oggetto di lavori di bonifica e in particolare abbiamo sollevato il problema della delimitazione della foce, in quanto riteniamo che – per la sicurezza e la salute dei cittadini – debba essere chiaro, visibile e delimitato il perimetro della foce del fiume e le zone ancora a rischio e non rimanga contiguo con le zone di cui si devono premurare di certificare la completa bonifica e sicurezza. E’ necessario che i cittadini, ma anche i turisti, siano consapevoli delle zone sicure, calpestabili e balneabili così come non gli sia accessibile la zona notoriamente pericolosa e sulla quale non sono intervenute misure di bonifica del suolo, ovvero nei pressi del sito dell’ex-industria Stoppani e ovunque non si possa certificare la sicurezza per le persone”.