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Corsa a Tursi, Terrile: “Basta parlare di primarie, da qui a luglio serve una costituente del centro sinistra”

"Non vogliamo imporre il silenzio ma un metodo". Mercoledì sera la direzione provinciale del partito

Genova. “Basta parlare di primarie e candidature, quella che serve oggi è una sorta di costituente del centro sinistra“. E’ questa la posizione ufficiale della segreteria genovese del Pd. Ad illustrarla nella riunione di mercoledì sera è stato il segretario Alessandro Terrile, ma la linea è stata condivisa da tutta la segreteria. E mercoledì sarà al centro della discussione della direzione provinciale del partito convocata alle 21 probabilmente al Bi.Bi service di via XX Settembre. L’ordine del giorno verte sulla situazione politica di Tursi, ma è chiaro che i vertici del partito genovese vogliono mettere la parola fine, almeno per qualche mese, alle polemiche esplose in queste settimane a proposito delle primari e di una eventualmente ricandidatura del sindaco Doria.

Nessuno ormai nel Pd sembra più voler escludere che lo stesso sindaco uscente, se intendesse ricandidarsi, potrebbe doversi sottoporre al giudizio degli elettori, ma il punto ad oggi sembra essere un altro: “Non possiamo oggi imporre le primarie perché questo significa rompere con il centro sinistra. Il percorso per arrivare alle amministrative lo dobbiamo costruire insieme a tutto lo schieramento che ci auguriamo di riuscire a costruire nei prossimi mesi”. Il raggio di azione è quello della coalizione che ha vinto nel 2012: “Da federazione della sinistra all’Udc” dice Terrile, nonostante gli attuali consiglieri Gioia e Repetto abbiamo detto che nel 2017 correranno con il centro destra e nonostante in molti nel partito pensino che con la sinistra sia difficile governare.

In ogni caso, i diktat contro Doria, non farebbero altro che acuire le divisioni non solo all’interno del partito ma soprattutto dell’attuale coalizione. “Non si tratta di imporre il silenzio ma un metodo” ribadisce il segretario del Pd – “da qui a luglio vogliamo parlare di contenuti e vogliamo insieme a tutta la coalizione dare anche un giudizio su questa amministrazione”.

Così il Pd genovese sceglie nel metodo e nel merito una strada diversa da quella che viene imposta a livello nazionale. Ora dopo le polemiche degli scorsi giorni lo ‘stop’ ad attacchi e veti incrociati, potrebbe funzionare, almeno per un po’. Il vero spartiacque, per tutti, saranno i risultati delle amministrative di giugno. Se il Pd vincerà in almeno due tre grandi città sarà più facile che le fila della coalizione genovese si potrebbero ingrossare. In caso contrario si riproporrà una sorta di liberi tutti con partiti e correnti pronti ad attacchi fratricidi capaci solo di provocare l’ennesima emorragia di elettori.