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Corsa a Tursi, centro sinistra verso le primarie anche in caso di una ricandidatura di Doria

Il Pd cambia idea in attesa di una decisione del sindaco uscente che intanto riporta in maggioranza (per ora) tre consiglieri.

Genova. Primarie più vicine per il centro sinistra per le amministrative di palazzo Tursi anche in caso di una ricandidatura del sindaco Marco Doria. Se questo è quello che nel Pd chiedono da tempo i renziani oggi anche quella parte del partito che fino a qualche mese diceva convintamente che se Doria avesse deciso per il mandato bis non si sarebbero fatte (per evitare quanto accaduto nel 2012 con Marta Vincenzi), sembra aver cambiato idea. Ufficialmente i vertici del partito dicono che “è presto per parlarne”, ma sembra ormai chiaro che il sostegno a un Doria-bis abbia perso appeal, non solo tra i ‘dem’, ma anche tra molti dei suoi sostenitori della prima ora.

Così mentre il sindaco ribadisce ai suoi che “deciderà solo a settembre”, il Pd tutto, pur in mancanza ad oggi di una alternativa forte, frena. “Se non ci sarà un accordo si faranno le primarie” spiega una fonte qualificata. Tutto da vedere se l’attuale sindaco, di fronte alla prospettiva delle primarie che rappresenterebbero di fatto una sua delegittimazione, accetterà la sfida o farà un passo indietro.

Cosa che renderebbe più politicamente più semplice la corsa per almeno due aspiranti sindaci della sua giunta. A cominciare dal vicesindaco Stefano Bernini, che sembra pronto a giocarsi le carte e i voti di anni di lavoro sul territorio a cominciare dal ‘suo’ ponente, ma difficilmente potrebbe contrapporsi al suo sindaco in una battaglia che sembra già piuttosto affollata. Lo stesso dicasi o quasi, anche se in questo caso il legame è decisamente meno stretto, per l’assessore allo Sviluppo economico Emanuele Piazza che, svestiti in parte i panni del renziano duro e puro si sta conquistando una buona visibilità nel partito, tra i commercianti e perfino nelle fabbriche seguendo da vicino le vertenze più importanti. Chi probabilmente non avrebbe alcun problema a scendere in campo contro Doria è Pippo Rossetti, che in questi mesi non ha tralasciato attacchi al primo cittadino di Genova e nemmeno ai vertici del partito genovese. Ancora, in potenziali primarie del centro sinistra sembra pronto a gettarsi anche Stefano Anzalone, oggi leader di Progresso ligure, pronto a scendere in campo da solo, almeno in prima battuta.E chissà chi altro, da qui a un anno, deciderà di lanciarsi nell’agone.

Intanto, nonostante le fibrillazioni di una maggioranza che a Tursi non c’è più (15 voti più il sindaco contro 21 iniziali), il sindaco Marco Doria segna però un punto. Ieri il primo cittadino ha incontrato gli espandenti di Percorso comune (i tre fuoriusciti dal Pd Vassallo, Caratozzolo e Gozzi) portando a casa un sostanziale via libera ad andare avanti, almeno per ora. “Abbiamo gettato le basi” dice il capogruppo Salvatore Caratozzolo – poi vedremo se le questioni che ci premono di più, dalla riorganizzazione delle partecipate alla spesa sociale verranno affrontate e decise o meno”. Percorso comune verso la maggioranza quindi, almeno per ora. con la consapevolezza che i tre voti peseranno parecchio nei prossimi mesi. Ma l’idillio potrebbe anche durare poco.

Vero è che anche nel centro destra, dove Stefano Balleari di Fratelli d’Italia ha ufficialmente lanciato la sua candidatura , nessuno vuole un commissario. Quindi o Doria cadrà subito grazie a una mozione di sfiducia per andare a votare a giugno (ma sembra improbabile) oppure si andrà avanti ancora per un anno, in modo che tutti, soprattutto al centro, decidano quale sarà la loro ‘casa’ futura. E su questo non c’è dubbio che ad incidere saranno i risultati delle prossime amministrative, a cominciare da quelle di Milano e Torino dove il centro sinistra di Renzi misurerà i suoi voti a un anno dalle Regionali.