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Il dibattito

Città Metropolitana: centri per l’impiego, da sei a quattro

Olcese e Gioia: "Servizio più efficiente e risparmio"

Genova. I centri per l’impiego diventeranno quattro per un “servizio più efficiente, risparmio di risorse e nuove destinazioni per i centri del Ponente e Val Polcevera” , come risposto dai consiglieri delegati Olcese e Gioia durante il consiglio metropolitano.

“Il loro personale è calato da 120 a 98 persone e alcuni dei 6 centri per l’impiego attuali hanno ormai “organici inadeguati – ha detto il consigliere delegato Adolfo Olcese – e le leggi nazionali e regionali non consentono di ricoprire i posti vacanti con nuove assunzioni”.

Il riallineamento su quattro centri per l’impiego, trasferendo in via Muratori a Villa Bombrini anche i due centri in Val Polcevera e nel Ponente, con tutti i 98 dipendenti attuali inseriti nei quattro centri di via Cesarea, via Muratori, via Adamoli a Genova e di Chiavari in viale Millo “fornirà una migliore organizzazione del servizio, evitando spese per sedi che non sono efficienti per la loro funzionalità con un risparmio di 238.000 euro annui.”

Olcese lo ha detto intervenendo in Consiglio metropolitano per rispondere, insieme al collega delegato Alfonso Gioia, all’interpellanza di Gian Piero Pastorino, Laura Repetto e Giovanni Collorado che chiedeva “di impedire lo smantellamento dei centri per l’impiego del Ponente e della Val Polcevera” e di “aprire un confronto con la Regione Liguria “per permetterne al contrario un incremento”.

Il documento illustrato da Pastorino definisce “un’involuzione e uno svilimento delle prestazioni offerte la chiusura” e una “ennesima penalizzazione dell’entroterra e della periferia dell’estremo ponente” perché il centro a Villa Bombrini dovrà servire “un’utenza distribuita da Cogoleto all’entroterra, dalla Valle Stura alla Valle Scrivia e alla Valpolcevera.” Laura Repetto ha proposto “possibili presenze cadenzate del personale dei centri per l’impiego in strutture del territorio messe a disposizione dai Comuni” e Giovanni Collorado che anche le strutture attuali a Teglia e Pra-Voltri restino presidiate “magari limitatamente a qualche giorno nella settimana”.

I problemi di mobilità dal territorio rispetto alla situazione attuale “sono reali – ha risposto Adolfo Olcese – ma le nuove modalità per i servizi dei centri per l’impiego permettono l’utilizzo dei sistemi digitali, senza necessità in molti casi di accesso fisico.

”Nell’interpellanza  si legge anche che Villa Sauli Podestà, sede del centro per l’impiego del Ponente “è stata ristrutturata nel 2014 con contributi dell’a Provincia, della Regione e dell’Unione Europea al fine di ospitare il centro per l’impiego e il centro servizi del parco del basilico. Tenuto conto che quest’ultimo non è mai stato attivato c’è il rischio di lasciare l’edificio a un futuro di abbandono, come è avvenuto per Villa Podestà.”

Per Alfonso Gioia sulla “razionalizzazione dei centri per l’impiego cui la Città metropolitana è costretta, si è sollevato anche un inutile polverone dicendo anche inesattezze. La Città metropolitana ha infatti intenzione di  valorizzare la villa storica con il parco del basilico, per il quale ha ricevuto anche un contributo di 720.000 euro dall’Unione Europea che altrimenti dovrebbe restituire. La sede del centro per l’impiego in Valpolcevera potrà invece soddisfare le esigenze del liceo Fermi, in sofferenza di spazi didattici.”Pastorino è però rimasto sulle sue posizioni, “non convinto” dagli interventi dei due consiglieri delegati.

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