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Campasso, sulle montagne di detriti arrivano i primi teli di copertura. Il 16 marzo il punto in Municipio con Rfi

Resta la preoccupazione per il frantumatore dei detriti e per i tempi di realizzazione dell'opera

Genova. Stanno arrivando i teli di copertura per i giganteschi cumuli di detriti che stanno in questi mesi soffocando il quartiere del Campasso a Sampierdarena. Lo ha detto il vicesindaco di Genova Stefano Bernini che questo pomeriggio a Tursi ha risposto a un’interrogazione urgente presentata dalla consigliera del Pd Cristina Lodi.

I cumuli, ormai alti come come un edificio a ridosso delle case, provengono dai lavori si scavo del nodo ferroviario e “serviranno per creare due dune, ricoperte di alberi che avranno la funzione di proteggere le abitazioni abbattendo sia i livelli di rumorosità che di polveri sottili”. Tutto bene quindi? No perché la cantierizzazione procede troppo a rilento, per questo “abbiamo chiesto un’accelerazione dei lavori del nodo, che dovevano terminare nel 2017 e ora ci metteranno due anni di più”. La questione sarà affrontata il 16 marzo in una riunione che si terrà in municipio e che vedrà la presenza di Rfi.

Uno dei temi caldi sarà quello del ‘frantoio’ che dovrà essere utilizzato per frantumare gli attuali detriti che costituiranno la base delle future dune: “Non sarà un frantoio meccanico di tipo industriale – spiega il vicesindaco – ma Ferrovie non ci ha ancora spiegato la tecnica che intende utilizzare. Vero è che questo tipo di attività difficilmente può essere realizzata in una zona dove sono presenti case e servizi”.

Anche il municipio è molto preoccupato: “Nel quartiere ci sono parecchi problemi da affrontare – dice la capogruppo del Pd in Municipio Daniela Minetti – le polveri e i cumuli sono uno dei problemi che vanno risolti ma questa deve essere anche un’occasione per osservare la situazione nel suo insieme. Fra le questioni aperte quell< dall’allargamento della strada che consentirebbe per esempio di trovare un acquirente per l’ex mercato ovoavicolo oltre a un collegamento diretto con Brin in modo da raggiungere più agevolmente il centro. Chiediamo una compensazione per i disagi che stanno subendo i cittadini”. “Al Campasso gli abitanti si aspettavano una metropolitana di superficie - spiega Amedeo Lucia che abita al Campasso - non un parco merci, non è pensabile che le infrastrutture vengano calate sui quartieri senza che questo diventi un’occasione per la riqualificazione”. "Stiamo affrontando il tema dei diritti dei cittadini del Campasso anche attraverso il Difensore Civico Regionale che si è già mobilitato presso Arpal e ferrovie" aggiunge Minetti che in questa partita sta lavorando insieme al capogruppo di Uniti per il territorio Fabrizio Marianini. Intanto gli abitanti tengono da settembre le finestre chiuse e devono pulire ogni giorno poggioli e auto per non ritrovarseli sommersi di polvere. “Non c’è amianto in quella terra" rassicura Bernini ma la polvere resta difficile da respirare e la situazione sempre più difficile da tollerare. Per questo il neonato comitato di quartiere Chiedi alla polvere è intenzionato ad organizzare al più presto un'iniziativa pubblica.