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La protesta

Appalti Amt, tra rabbia e disperazione i lavoratori decidono la protesta ad oltranza

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Aggiornamento ore 21.30. I lavoratori degli appalti Amt hanno bloccato prima la rimessa di Cornigliano, poi quella di Sampierdarena. Lunghe le file dei bus in coda che vengono poi deviati verso altre rimesse.

Genova. Sono sull’orlo della disperazione i lavoratori degli appalti Amt che si occupano della pulizia e delle manovre di rimessaggio degli autobus di Genova e che anche oggi hanno assiepato gli spalti della sala consiliare del Comune di Genova. Oggi uno di loro si è sentito male in aula, mentre un’altra lavoratrice è scoppiata in lacrime per la rabbia. Non ce la fanno e vedersi tagliare ancora le ore di lavoro con stipendi che già non superano i mille euro e che per molti di loro valgono poco più della metà. “Sono separata e ho cinque figli – raccolta una lavoratrice che si è portata anche due delle sue bambine ad ascoltare la commissione che ha approfondito anche oggi la loro vertenza – avevo un contratto a 20 ore e volevamo portarmelo a 15. Così io non ce la posso fare”.

L’altro ieri Cisl, Uil e Cub hanno firmato l’accordo con le società subentrati nel servizio (un’associazione temporanea di imprese costituita dalle società Fidente, Bono e B&B) che vincola l’assunzione degli operatori precedentemente già impiegati nel servizio a una riduzione oraria del 10%. La cgil non l’ha fatto perché i lavoratori (126 in tutto, in buona parte a Tursi per il terzo giorno di fila) hanno detto no. “La normativa generale- spiega l’assessore alla Mobilità del Comune di Genova, Anna Maria Dagnino – dice che nel cambio di appalto l’assorbimento del personale avviene compatibilmente con l’organizzazione d’impresa e questo elemento attiene al confronto tra organizzazioni sindacali e azienda subentrante”.

La clausola sociale “prevede l’obbligo di assunzione di tutti – specifica il direttore generale di Amt, Stefano Pesci- ma lascia libere le parti di svolgere una trattativa volta a individuare le condizioni di ingresso del personale da assorbire. Le trattative dell’ati che ha vinto l’appalto non sono imputabili né ad Amt né al Comune”. Pesci ricorda poi che “i volumi messi a gara, sebbene inferiori a quelli del 2011, sono uguali a quelli già in essere da aprile 2013” con un taglio di 10 mila ore coperte però con 9 assunzioni di autisti in Amt e l’inserimento di altre 6 persone in graduatoria.

Ma è proprio con Amt che se la prendono i lavoratori che avrebbe messo nel capitolato di gara il comma b dell’articolo 4 del contratto collettivo nazionale che prevede in pratica che l’azienda possa nell’ambito della sua organizzazione aziendale ridurre le ore lavorate smentendo di fatto la clausola sociale: “Se Amt avesse inserito nel capitolato il comma A del contratto nazionale – spiega Mariano Testoni, delegato Cgil – il passaggio da un’azienda all’altra sarebbe avvenuto automaticamente senza nemmeno il licenziamento e la riassunzione, mentre con il comma B l’azienda può riorganizzare il servizio come crede”.

Oggi a Tursi il consiglio comunale ha votato l’ennesimo (e non impegnativo) ordine del giorno, ma tutti sanno che o salta l’appalto o i lavoratori che non hanno ancora firmato quello che considerano un “ricatto” rischiano di essere tagliati fuori. Alla fine della giornata la tensione è alta ma la maggioranza dei lavoratori è decisa: “Si va avanti con la lotta e con il blocco ad oltranza delle rimesse”.

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