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Treni, nel Tigullio nasce un comitato di pendolari: “Basta disagi, il nuovo orario è insostenibile”

I pendolari stanno creando lo statuto, poi ci sarà l'elezione del presidente e delle altre cariche

Rapallo. Ritardi in continuo aumento, ma soprattutto un nuovo orario cadenzato che penalizza troppo i viaggiatori. Questi sono alcuni fra i principali motivi che hanno spinto i pendolari del Tigullio a voler costituire un vero e proprio comitato, con tanto di statuto e responsabili.

Di questo ed altro si è parlato durante un incontro molto partecipato in stazione a Rapallo. “Esistono vari gruppi Facebook o blog di pendolari nel Tigullio, ma adesso è il momento di impegnarsi sul campo, cercando di risolvere i problemi che stanno diventando sempre più evidenti per tutti noi – spiega Sara Canducci, una delle referenti – proprio in questi giorni stiamo creando lo statuto, poi eleggeremo un presidente e tutte le persone che gestiranno i vari settori”.

I pendolari spiegano che le criticità ci sono da sempre, ma sono aumentate in maniera esponenziale da quando, lo scorso 13 dicembre, è entrato in vigore il nuovo orario cadenzato. “A parte i ritardi, che fino ad ora sembrano aumentati, i disagi si registrano soprattutto per chi dal Ponente di Genova deve ritornare a Levante – prosegue Canducci – da Principe in poi non esistono regionali veloci, quindi chi deve tornare a casa nel pomeriggio dalle stazioni più a Ponente deve affrontare viaggi lunghissimi perché i treni fermano praticamente in tutte le stazioni. Poi ci sono addirittura Comuni tagliati completamente fuori, come molti delle Cinque Terre”.

Per fare un esempio, da Sampierdarena e Rapallo ci vuole circa un’ora e 20 minuti. “Il nuovo orario è in fase di prova, ma è evidente che non vada bene e che sia necessario fare un passo indietro – spiega ancora la referente – Non vogliamo che venga riproposto anche a giugno, cioè quando terminerà la fase sperimentale”.

Il comitato nascerà entro breve. “Ci siamo appoggiati a figure politiche che hanno cercato di aiutarci e di far sentire le nostre voci in sede di consiglio regionale e che continuano a sostenerci, ma non basta – conclude Canducci – lo scopo è quello di unirci tutti quanti e rimanere il più compatti possibile e davvero provare a creare un Comitato Pendolari che ci rappresenti a tutti gli effetti e che ci dia la possibilità di reagire maggiormente a quanto costantemente subiamo con questo tipo di trasporto pubblico che non offre assolutamente nessun servizio decente, ma ci viaggiare come se fossimo su carri bestiame”.