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Assemblea

Tigullio, la rivolta dei pescatori dilettanti contro le nuove norme

Sestri Levante. C’è preoccupazione tra i pescatori dilettanti del Tigullio, tanto da affollare l’ex cinema Lux. La riunione di ieri sera, presente l’assessore regionale Stefano Mai, è stata indetta contro le nuove normative in arrivo che tendono a togliere le nasse ed i palamiti tra le attrezzature concesse ai dilettanti, introducendo poi una sorta di patentino regionale. Tra l’altro è in arrivo anche una tassa governativa.

“Non siamo noi ad impoverire il mare – hanno spiegato i pescatori e i rappresentanti di vari circoli dilettantistici – ma lo sforzo di pesca messo in atto dai professionisti che calano chilometri di rete per ogni barca. Da Ventimiglia alla Spezia è persino difficile trovare uno spazio libero sotto costa, se si va un po’ più al largo ci pensa la pesca a strascico ad arare i fondali”.

La Regione, comunque, sembra aprire spiragli a modifiche: “Nonostante il documento sia stato licenziato dalla commissione tecnica all’unanimità a fine dicembre – ha spiegato Mai – siamo comunque disponibili anche a riaprire la commissione regionale per raccogliere le proposte di modifica del Programma pesca e acquacoltura 2016-2018 ampliando il confronto ai rappresentanti del mondo della pesca sportiva”.

Per quanto riguarda le norme statali, che introducono il patentino obbligatorio per i pescatori dilettanti e una serie di limitazioni sull’utilizzo di alcune attrezzature tradizionali come palamiti e nasse, “siamo decisamente contrari. Ho già firmato la petizione contro i provvedimenti proposti dal governo, tra cui oneri economici per il rilascio del permesso di pesca per sport, e auspico di trovare appoggio unanime da parte del consiglio regionale per portare all’attenzione del governo un documento condiviso per abolire il provvedimento”.

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