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Accoglienza

Profughi, comitati a Tursi: “in via Edera problemi di viabilità, non siamo razzisti”

Gli abitanti presentano un dossier e pensano ad un ricorso al Tar

Genova. Chi si aspettava urla, fischi e polemiche e’ rimasto deluso anche perché la commissione consigliare del Comune di Genova, dedicata all’accoglienza delle persone richiedenti asilo, nel corso della quale ci sono state le audizioni per chiarire la situazione delle strutture di Via Edera e Via Caffaro si è svolta senza alcun problema. Molte le persone che hanno partecipato, dagli spalti della sala rossa ma nessuna contestazione, giusto qualche applauso ai consiglieri che, più di altri, hanno usato enfasi retorica nei loro interventi.

Ma la seduta della commissione, che è stata aggiornata a lunedì prossimo, e’ stata sopratutto l’occasione per capire le problematiche dell’accoglienza, soprattutto quando si parla di strutture con grandi numeri, come via Caffaro, che ha avuto punte di 85 ospiti, e Via Edera dove sarà iniziato un percorso per realizzare una struttura di assistenza per i profughi, i minori e gli anziani.

Nel primo caso sono stati ascoltati diversi rappresentanti dei vari comitati sorti dopo l’arrivo di queste persone nella struttura. Chi è contrario all’insediamento contesta proprio la tipologia di questi alloggi che, spiegano, sono nati come uffici e non assolutamente adeguati a questo tipo di servizio. A questo si aggiungono situazioni di privacy e di abitudini degli ospiti, principalmente giovani, che sono entrate in collisione con la tranquilla vita dei residenti.

In commissione, però, sono state sentite anche persone che abitano o lavorano nella strada e che si sono dichiarate soddisfatte per la situazione tanto da aver dato vita a un “comitato pro accoglienza” che ha promosso molte iniziative, tra raccolte di indumenti a feste di integrazione.

Situazione differente per la struttura di Via Edera che, come ha spiegato il presidente del Ceis, Enrico Costa, e’ stata acquisita per dare una risposta complessiva alle problematiche dell’accoglienza, da quella dedicata alle persone richiedenti asilo, ai minori, agli anziani. Una struttura, ha spiegato Costa, in stato di abbandono ma che attraverso un’opera di manutenzione potrà svolgere il suo nuovo ruolo riportando anche sicurezza tra i cittadini.

Ma i cittadini di Via Edera non sono convinti e se, da un lato, pensano al ricorso al Tar, dall’altro hanno rappresentato tutte le problematiche attraverso un dossier, consegnato alla commissione. Il primo problema, hanno spiegato, e’ quello di una mancanza di partecipazione alle decisioni. “Non siano stati consultati – spiegano – e questo è un fatto particolarmente grave. Quelli che poniamo, infatti, non sono assolutamente problemi di razzismo – spiega il presidente del comitato, Roberto Traversa – ma di semplice buon senso. Via Edera vive costantemente una situazione particolarmente critica per quanto riguarda la viabilità e questo insediamento creerebbe problemi enormi”.

“Anche se le persone che saranno ospitate non hanno l’auto i problemi per la strada saranno comunque amplificati. Una struttura di questo tipo necessità, infatti, di servizi alberghieri che, inevitabilmente, si tradurranno in transito di nuovi mezzi in una viabilità già particolarmente compromessa”. A questo si aggiungono i problemi di sicurezza idrogeologica, anche quelli documentati nel dossier, che preoccupano i residenti della zona.

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