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Piaggio si ferma, sciopero ad oltranza a Villanova d’Albenga foto

E' la prima protesta nel nuovo stabilimento, inaugurato poco più di un anno fa

Villanova d’Albenga. Agitazione, preoccupazione, rabbia. Questi i sentimenti che si respirano nel corteo dei lavoratori Piaggio che questa mattina, qualche minuto prima delle 11, sono partiti alla volta del Comune di Villanova per manifestare tutto il proprio dissenso contro il management di Piaggio Aerospace. Uno sciopero che non è cronaca, ma storia: rappresenta infatti la prima protesta nel nuovo stabilimento di Villanova, uno scenario fino a poco tempo fa impensabile per una vertenza che sembrava essersi definitivamente risolta.

La decisione di scendere in strada, bloccando lo stabilimento, è arrivata al termine di un’assemblea dei lavoratori particolarmente partecipata. In una sala gremita i sindacati hanno illustrato ai dipendenti l’esito dell’incontro di ieri pomeriggio all’Unione Industriali, nel quale l’azienda ha confermato la procedura di cassa integrazione per altri 200 lavoratori tra Villanova e Sestri, che vanno ad aggiungere agli oltre 150 già in cassa. Una decisione che i sindacati hanno definito “unilaterale” e soprattutto “ingiustificata”, anche alla luce dei previsti carichi di lavoro 2016.

E per questo i lavoratori hanno decretato lo stop per la fabbrica, scendendo in strada in corteo alla volta del Comune di Villanova, dove incontreranno il sindaco Pietro Balestra. Tra i manifestanti, come detto, tanta agitazione e preoccupazione, ma anche tanta rabbia nei confronti della dirigenza che, gridano, “si sta mangiando i soldi”. Sotto accusa diverse scelte del management che, secondo i lavoratori, hanno portato al blocco di fatto di interi reparti produttivi, in particolare la revisione motori che è considerato un settore strategico.

“Questa mattina l’assemblea ha deciso il blocco di tutte le attività – annuncia Andrea Pasa di Fiom Cgil – Il Comune di Villanova d’Albenga era con noi il 12 febbraio: chiederemo al sindaco e all’assessore regionale Edoardo Rixi di forzare la mano col Ministero per poterci ricevere. Tenendo presente che stiamo parlando di un’azienda privata: la causa del male non è il Governo, ma è la gestione di questo management… Visto e considerato che è un’azienda privata e che ha una proprietà economicamente molto solida, non capiamo perché si debba fermare tutto e mettere 200 persone in cassa integrazione utilizzandole strumentalmente per farsi dare del denaro dal Governo. Che forse deve frenare un attimo e capire prima cosa l’azienda ha intenzione di fare”.

Pasa non lo dice espressamente, ma l’accusa velata alla dirigenza Piaggio è, in sostanza, quella di aver “sprecato” i soldi: “Noi ormai, più che alle parole dell’azienda, crediamo a quello che vedono i nostri occhi. Dieci giorni fa ci hanno raccontato che la situazione era molto positiva in termini di carichi di lavoro, una settimana dopo ci vengono a dire che è questo carico di lavoro è talmente florido che intendono mettere 200 persone in cassa integrazione… Questo è voler scaricare la responsabilità sul Governo quando il Governo, almeno in questa occasione, di responsabilità non ne ha. Chiederemo però di intervenire perché Renzi e il ministro della Difesa sono garanti di tutta l’operazione”.

Il mercato c’è, i prodotti anche, ma i reparti non “girano” come dovrebbero girare: “Qua ci sono attività strategiche per il Paese – ricorda il sindacalista – addirittura ieri l’AD Logli ci ha detto che uno dei reparti che verrà fermato al 100% è proprio quello che revisiona i motori per il Ministero… capite che, da una settimana a questa parte, i conti non tornano”. Ua situazione e una protesta impensabili pochi mesi fa, ammette Pasa: “L’operazione di trasferimento era proprio propedeutica al salvataggio dell’azienda. I lavoratori hanno fatto tantissimi sacrifici e ora vengono disattesi punti fondamentali, come il fermo di attività strategiche e di progetti che danno prospettive future a questo stabilimento”.

Domani la protesta continuerà, con un nuovo presidio nello stabilimento. Parallelamente proseguirà la partita politica, con un colloquio alle ore 9 in Regione tra i sindacati e l’assessore Rixi ed un incontro tra la Rsu e la parlamentare ligure Anna Giacobbe: l’obiettivo è appunto quello di chiedere un intervento del Governo nelle vesti di garante. Sulla possibilità che la posizione dell’AD Logli sia a rischio, però, il sindacalista non si sbilancia: “Noi non vogliamo far saltare la testa di nessuno – conclude – vogliamo solo che gli stabilimenti funzionino perché hanno mercato, potenzialità e persone che sanno lavorare e progettare velivoli e motori”.