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Pensioni, 940 mila euro recuperati dall’Inps. Cgil: “Recatevi agli sportelli”

Spi contro il bonus Poletti: “Una lettera per fermare il blocco delle pensioni”

Genova. Novecentoquarantamila euro di integrazione alla pensione dovuti a 1240 genovesi e non erogati dall’Inps perché non esplicitamente richiesti e che ora sono stati incassati grazie all’intervento dello Spi Cgil, che ha attivato la campagna “Diritti inespressi” proprio per invitare i pensionati a far verificare dagli sportelli sindacali la propria pensione.

“I pensionati spesso non sanno che alcune integrazioni al reddito, sopratutto per quanto riguarda gli assegni famigliari – spiega Paola Repetto – non vengono automaticamente erogate dall’istituto ma devono essere richieste esplicitamente”. Un diritto che spetta a chi ha la pensione più bassa e, proprio per questo ne avrebbe più bisogno: “La metà dei pensionati a Genova ha una pensione da lavoro inferiore ai mille euro e in molti casi, se per esempio ha un coniuge a carico, un familiare disabile o ancora vive sola ma è disabile, ha diritto agli assegni famigliari, ma occorre farne richiesta esplicita per recuperare anche gli arretrati fino a 5 anni”. Secondo lo Spi Cgil che ha rilevato che quasi un pensionato su tre tra quelli su cui sono state fatte le verifiche nel corso del 2015 aveva diritto agli assegni, il numero totale dei pensionati interessati potrebbe essere molto alto. Per questo l’invito è quello di recarsi presso uno sportello Spi: la pratica è gratuita e non occorre essere iscritti alla Cgil.

Ma lo Spi Cgil lancia anche un secondo appello ai pensionati genovesi colpiti dal blocco della rivalutazione delle pensioni superiori ai 1500 euro voluto dal Governo Monti: a Genova gli interessati sono 110 mila su un totale di 214 mila pensioni da lavoro.

“Lo Spi Cgil da un punto di vista legale ha avviato 10 cause pilota, mentre a Brescia e a Palermo i tribunali hanno chiesto il pronunciamento della Corte costituzionale. In attesa del pronunciamento della Suprema Corte, è indispensabile l’invio di una raccomandata che blocchi i tempi di prescrizione. In caso contrario, se la Corte giudicasse incostituzionale la legge, si resterebbe esclusi dalla rivalutazione”, spiega Walter Fabiocchi. Anche in questo caso l’invito è quello di rivolgersi agli sportelli del sindacato per avviare immediatamente la pratica. Secondo i calcoli dello Spi oggi chi percepisce una pensione lorda di duemila euro nel 2018 avrà perso 20 mila euro di rivalutazione che con il pronunciamento della Corte potrebbero in futuro essere recuperati.