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Paralisi in Terza Commissione, alta tensione nel Municipio Medio Ponente

Tre mesi di stallo: tra scambi di accuse, elezioni contestate e ritiri di deleghe

Sestri Ponente. Tensione alle stelle, mentre una situazione complicata agita il Municipio Medio Ponente. Lo scontro, tutto politico, si consuma all’interno delle Terza Commissione, ormai bloccata da tre mesi. E’ novembre 2015 quando il consigliere Pd Fabio Manganaro viene eletto con i voti delle opposizioni e con l’appoggio del compagno di partito Michele Cervetto. Il candidato ufficiale dei democratici è Mauro Montauti, ma il gruppo in commissione si divide a metà, non riesce ad eleggere un rappresentante che esprima la volontà del partito, facendone pesare appieno i voti, e finisce in minoranza.

“Cosa è accaduto? Non lo so – spiega Manganaro – si vede che non sono degno del Pd, eppure per quella commissione, che si occupa tra l’altro di sport e cultura, sono qualificato. Ora mi vogliono cacciare dal partito e il gruppo, a distanza di settimane, sostiene che l’elezione è illegittima. Di più, mi è stato spiegato che se riunissi la commissione potrei essere citato per danni“.

C’è poi uno strascico che si ripercuote sulla giunta: perché a proporre Manganaro alla presidenza è Eugenio Muratore, consigliere del Gruppo Misto che proprio dalla giunta Spatola aveva ricevuto la delega allo Sport. E’ l’ultimo consiglio dell’anno quando il presidente del Municipio Giuseppe Spatola ritira l’incarico a Muratore, pur esprimendo il suo apprezzamento per il lavoro svolto. “Una decisione – spiega ora il consigliere – che mi ha lasciato di stucco: si è riconosciuta la bontà del mio lavoro eppure mi è stata tolta la delega. Una vera e propria vendetta per aver appoggiato il più competente Manganaro”.

Ma se la delega allo Sport è stata riassegnata all’interno della giunta, la Terza Commissione è di fatto bloccata. I gruppi di maggioranza hanno deciso di non rispondere alle eventuali convocazioni (facendo così mancare il numero legale), a meno che l’ordine del giorno non preveda la verifica e il riconteggio dei voti per la nomina del presidente. Di più: i capigruppo della maggioranza hanno avanzato l’ipotesi di danno patrimoniale per ogni convocazione “illegittima” di commissione, il cui costo viene stimato in circa 2.000 euro a seduta. In parole povere, secondo la maggioranza Manganaro è libero di convocare la Terza Commissione, ma, a meno che non metta al primo punto dell’ordine del giorno la questione della sua elezione, rischia di pagare economicamente la sua iniziativa.

E se il consigliere accusa e tira dritto, parlando di “una brutta pagina di democrazia”, il presidente Spatola replica duramente. “Il fatto che Muratore abbia candidato Manganaro – replica – è stato l’ultimo di una lunga serie di atti ed esternazioni che dimostrano come non ci sia più sintonia politica e non possa rimanere in maggioranza. Ho riconosciuto pubblicamente, e lo rifarei, il suo impegno, perché stimo la persona e il lavoro che ha portato avanti. Ma la politica è qualcosa di più complesso e articolato e proprio le condizioni politiche sono quelle ad essere venute meno”.

“Quanto al consigliere Manganaro e alla sua elezione – conclude – contestiamo il fatto che la posizione di due dissenzienti all’interno del gruppo Pd abbia letteralmente ribaltato i numeri della maggioranza: è una interpretazione che in un primo momento si è imposta, ma che abbiamo chiesto di riesaminare. Lo statuto comunale prevede la prevalenza della posizione del capogruppo, anche perché altrimenti rischieremmo, come è accaduto, che la posizione personale di alcuni conti come e più di quella decisa dalla maggioranza, un vero e proprio stravolgimento di un principio cardine della democrazia“.