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Verso le amministrative

‘Outing’, nuovi gruppi ed eterni indecisi: il centro destra alla prova del risiko di Tursi

Amministrative ancora lontane ma il modello Toti coinvolge i moderati. L'obiettivo è una lista unica, ma non tutti hanno ancora deciso.

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Genova. Un nuovo gruppo consiliare di moderati, che raccolga oltre agli ormai ex Udc Gioia e Repetto anche una parte dell’attuale affollato gruppo misto e, perché no, qualche altro tra possibili scontenti dei partiti tradizionali per preparare il terreno alle prossime amministrative di Tursi con un laboratorio che riunisca, il centro destra sul modello della lista Toti.

Il consigliere comunale Alfonso Gioia, che in città metropolitana ha anche la delega al patrimonio, ha fatto outing insieme al collega Paolo Repetto un paio di giorni fa con 22 manifesti 6-3 contro lo stepchildadoption previsto dal ddl Cirinnà anche se lui chiarisce: “Non abbiamo fatto nessuno spostamento di schieramento visto che in questa maggioranza a Tursi non siamo mai entrati e alle ultime regionali eravamo con Toti. Appoggiavamo la maggioranza del sindaco e anche in futuro se ci saranno delibere che condivideremo non ci sarà nulla a impedirci di votarle”.

Sul ddl Cicinnà invece la posizione è più netta ed è il casus belli che ha scatenato il suo addio al partito: “Non sono contro l’allagargamento dei diritti, dalla pensione di reversibilità all’accesso a tutti i servizi, ma le adozioni da parte di coppie omosessuali ledono il diritto di un bambino che non può decidere se avere una mamma e un papà”. “Il mio partito è allo sbando e non basta che da Roma si dica che voteranno no alla legge continuando a sostenere il Governo. Per questo Genova può e deve essere un laboratorio politico per costruire un nuovo centro destra che parta da quell’area popolare che oggi non ha più una sua collocazione”.

Quali conseguenze potrebbe avere per la giunta Doria l’ufficializzazione della scelta di campo dei due consiglieri Udc che spesso hanno fatto da stampella alla maggioranza è tutto da vedere anche perché nessuno ad oggi (né il centro sinistra, né il centro destra né il M5S) sembra avere interesse ad accelerare i tempi facendo cadere l’attuale sindaco. Troppi i tasselli su alleanze e candidature da mettere a posto. “L’Udc non ha mai fatto parte della maggioranza – dice quasi ad autorassicurarsi il segretario del Pd Alessandro Terrile – semplicemente su alcuni provvedimenti ha votato con noi e ci auguriamo che su alcune scelte fondamentali per la città che dovranno essere fatte nei prossimi mesi questa convergenza prosegua”.

Certo è che la creazione di un gruppo moderato che sfaldi l’attuale e un po’ confuso gruppo misto piace a diversi consiglieri per esempio all’attuale capogruppo Stefano Anzalone che, se rispetto alla scelta di campo per ora si mantiene “equidistante” (“E’ troppo presto – dice – e troppe cose possono cambiare in un anno e mezzo. Al momento per il primo turno penso a una lista civica che corra da sola, poi vedremo), sulla creazione di un nuovo gruppo dice: “E’ un’idea intelligente, ma certamente dovrebbe trattarsi di un gruppo trasversale che ad oggi non può certo chiamarsi Lista Toti”.

Con Anzalone potrebbero entrare nel nuovo gruppo i consiglieri Franco De Benedictis (che in molti danno sicuro candidato per il centro destra nel 2017), Salvatore Mazzei e Mario Baroni. Ma per qualcuno è presto per parlarne.

Per il Pdl e, in particolare per il consigliere di Ncd Matteo Campora “è presto per fare scelte diverse da quelle attuali. Insieme a Lilli, Stefano e Guido per ora siamo decisi a restare nel gruppo del Pdl. Poi si vedrà. Secondo me oggi anche un nuovo gruppo consiliare è prematuro. L’obiettivo è quello di arrivare uniti magari con una lista unica alle prossime amministrative. con Toti parliamo spesso e vedremo cosa è meglio fare rispetto a Tursi. In ogni caso decideremo tutti insieme”.