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Nuovo Galliera, bocciata la mozione della Lista Doria: il sindaco vota contro i suoi consiglieri. E Pastorino lascia la maggioranza

La maggioranza si regge con i voti del centro e l'odg "morbido" di Chessa decade con la mozione. Putti alla lista Doria: "Staccate la spina"

Genova. Bagarre, riunioni, urla per i corridoi. E’ un tema caldo e che fa alzare i toni quello che riguarda il nuovo ospedale Galliera su cui la giunta ha detto più volte che tutto è stato deciso già da altri e su cui il 19 febbraio comincerà la conferenza dei servizi per gli aspetti urbanistici.

Il consiglio comunale, dopo un lungo pomeriggio di nervosismo tra tentativi di mediazione e balzi in avanti, boccia con 15 voti contro 18 la mozione presentata da alcuni consiglieri di maggioranza (in particolare la Lista Doria, Sel e il consigliere del Gruppo misto Malatesta che chiedeva che il sindaco convocasse una conferenza dei sindaci per discutere del progetto), mentre passa attraverso un ordine del giorno la versione “ancora più timida”, come l’ha definita la principale proponente della mozione bocciata Clizia Nicolella, quella presentata dal consigliere di Sel Chessa (sostenuto anche dal Pd) che chiede in sostanza alla Regione di finanziare la progettazione dell’ospedale del ponente senza intaccare l’operazione Galliera che per i consiglieri della lista Doria, insieme a Sel e il movimento 5 stelle definiscono dannosa sia dal punto di vista urbanistico che da quello della gestione delle emergenze nei sette anni che ci vorranno per la sua realizzazione.

Una versione meno polemica e meno politica insomma e, infine, del tutto inutile perché essendo l’ordine del giorno collegato alla mozione, è decaduto con la bocciatura della mozione stessa.

Quello che è andato in scena oggi è, alla fine, è solo l’ennesimo psicodramma tutto politico della sala rossa con il sindaco che vota contro la mozione dei suoi consiglieri (solo Barbara Comparini lascia l’aula prima del voto) e la maggioranza che si salva grazie ai voti del centro (tra cui diversi ex Pd oggi nel gruppo misto).

L’intervento che coglie in pieno la situazione è quello del capogruppo del M5S Paolo Putti: “Abbiamo in quest’aula visto passare Gronda, terzo valico, stiamo svendendo Amiu ad Iren, la Fiera di Genova a bagno, le periferie sono state abbandonate e noi proponiamo sempre cose da ‘orso abbraccia tutti’. Abbiate il coraggio di staccare la spina, perché di altro coraggio non ne avete avuto. Voteremo a favore di questa mozione perché è un piccolo passo ma è una porcheria”.

A staccare la spina è di sicuro il consigliere di Sel Gian Pastorino che oggi ha rifiutato di barattare la mozione con un consiglio comunale monotematico e dopo il voto ha annunciato ufficialmente la sua uscita dalla maggioranza: “Dopo tre anni di tappeto del Pd me ne vado, devo ancora decidere dove” ha detto. Possibile il suo ingresso nell’affollatissimo gruppo misto o, forse nel gruppo della federazione della sinistra con Antonio Bruno.