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Municipi a rischio ingovernabilità, Tursi verso una nuova legge elettorale

La crescita del M5S cambia tutto. Crivello: "Confidiamo nel contributo di tutti"

Genova. Uno scenario politico profondamente cambiato e la necessità urgente in vista delle prossime amministrative di modificare la legge elettorale dei municipi per evitare situazioni di ingovernabilità. A lavorare alla nuova proposta è l’assessore comunale al decentramento amministrativo Gianni Crivello, ma l’obiettivo di Tursi è arrivare a un nuovo regolamento il più possibile condiviso da tutti i gruppi.

Il sistema attuale. Oggi i consigli circoscrizionali (che sono scelti in contemporanea con le elezioni per il Comune di Genova) sono eletti su un turno unico. La coalizione che ottiene il 40% dei voti si accaparra il 60% dei seggi. Ed è il consiglio a eleggere il presidente di Municipio. Si tratta evidentemente di una legge elettorale nata in un contesto politico dove a regnare era il bipolarismo e non a caso il M5S a Genova ha attualmente una propria rappresentanza in soli tre municipi su nove. Oggi però le cose sono cambiate e il rischio, secondo una simulazione effettuata dal partito democratico in base ai dati delle ultime elezioni, è che per tutti i municipi o quasi nessuna lista potrebbe il prossimo anno raggiungere la soglia del 40%, con consequente impossibilità di eleggere il presidente in autonomia e la necessità di giocarsela in base ad accordi, alleanze temporanee e altamente instabili.

Da qui la proposta di cambiare la legge elettorale. “Indubbiamente il problema esiste – commenta il segretario del Pd Alessandro Terrile – e vale non solo per noi ma per tutte le forze politiche. So che a breve dovrebbe arrivare una proposta dall’assessore Crivello e ci auguriamo di poter lavorare tutti insieme per trovare una soluzione che sia il più possibile condivisa”.

“Visto che oggi siamo di fronte a uno scenario tripolare il buon senso suggerisce di correggere la legge elettorale – dice il presidente del municipio Centro -Est Simone Leoncini – perché è un interesse di tutti. Non solo: a mio avviso occorrerebbe uniformare il sistema elettorale a quello del Comune perché i cittadini giustamente hanno difficoltà ad avere a che fare, nella stessa tornata elettorale con due sistemi diversi: in tanti non capiscono perché il lista non ci sia il nome del presidente, oppure credono che ci sia il secondo turno anche per il municipio”.

L’opposizione lamenta però di non essere stata finora coinvolta. “Diciamo che so che esiste questo tipo di dibattito perché è emerso a livello di municipi, ma a livello comunale non siamo stati finora coinvolti – dice il capogruppo della Lega Nord Alessio Piana – sicuramente il tema della governabilità è da affrontare ma mi auguro si possa trovare una soluzione che non aggravi di nuovi costi l’amministrazione”. Il problema sollevato riguarda infatti l’ipotesi di introdurre il ballottaggio anche per i municipi perché, in caso in cui il Comune non andasse al ballottaggio e i municipi sì, ci sarebbe da gestire economicamente una nuova tornata elettorale con la consapevolezza della partecipazione di pochi votanti. “Spero che si trovi una soluzione che scongiuri a monte quest’ipotesi – dice Piana – mentre nell’ambito della riforma generale del decentramento mi aspetto invece che ai municipi siano assegnati maggiori poteri decisionali”.

Anche il Movimento 5 Stelle lamenta il fatto che ad oggi l’opposizione non sarebbe stata coinvolta nel dibattito: “In commissione abbiamo solo finora discusso della modifica dello Statuto nel Comune, poi per caso abbiamo scoperto che Crivello stava lavorando a questa proposta insieme ai Municipi. Quindi, prima di qualsiasi valutazione, attendiamo che arrivino in commissione con un documento che noi non conosciamo”.

“Stiamo lavorando a una proposta di riforma insieme a gruppo di lavoro e stiamo cercando di consolidare alcune ipotesi che poi porteremo in commissione” conferma Crivello, che precisa: “Auspichiamo, visto che si tratta di un’operazione tesa a valorizzare il ruolo dei municipi che sia più condivisa possibile anche dalle forze di opposizione e per questo in commissione vorrei fare un ragionamento che raccolga il più possibile il contributo di tutti”.

L’assessore non entra nei dettagli ma secondo indiscrezioni la proposta di riforma riguarderebbe quella di un’elezione diretta del presidente collegato alla lista (oggi invece l’elezione spetta ai consiglieri): a quel punto, come avviene nel caso dei comuni con meno di 15 mila abitanti chi vince ottiene due terzi dei seggi per la sua maggioranza. In questo caso al ballottaggio si arriva solo in caso di parità di voti al primo turno. In alternativa resta l’ipotesi del ballottaggio (se al primo turno non si arriva alla maggioranza assoluta) ma a frenare questa seconda ipotesi sarebbe il rischio di aumentare le spese per il secondo turno.

Per Crivello comunque la riforma elettorale dei municipi è solo una piccola parte di ciò che l’amministrazione Doria ha fatto in favore del decentramento: “Abbiamo delegato ai municipi competenze ma anche risorse – ricorda l’assessore – basti pensare che nel 2014 abbiamo dato ai Municipi 281 mila euro iniziali e altri 200 mila subito dopo, e nel 2015 le risorse in più solo state 400 mila euro”.